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Foggia, il progetto di fermata non convince

Foggia, il progetto di fermata non convince

Cavaliere: «Non ha senso completare l'opera in due fasi, Rfi chiarisca cosa medita»

09 Agosto 2022

FOGGIA - Il progetto della seconda stazione ferroviaria di Foggia «non convince affatto» esponenti politici e sindacali della Capitanata (la Fast-Confsal ha più volte sollevato perplessità sull’argomento). «I dubbi sono aumentati dopo aver visionato il progetto della cosiddetta fermata», osserva in una nota Pippo Cavaliere, esponente politico di lungo corso (è stato candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative), ma soprattutto ingegnere e dunque esperto di questioni tecniche e di procedure di gara.

Proprio sulla tempistica degli interventi programmati le prime perplessità del tecnico: Rfi prevede infatti una progettualità in due fasi della fermata (o stazione), prima la costruzione di una semplice fermata (già finanziati 40 milioni di euro), successivamente (ma quando ancora non si sa) verrà costruita una stazione vera e propria. «Ipotesi poco credibile - puntualizza a tal proposito Cavaliere - che comporterebbe, ad esempio, un’inutile duplicazione delle procedure di approvazione, quale ad esempio la verifica di assoggettabilità a VIA (valutazione impatto ambientale: ndr). È infatti buona norma sottoporre ad approvazione il progetto generale nella sua configurazione finale, per poi procedere alla realizzazzione per stralci funzionali in base alle disponibilità finanziarie. Solo in questo modo si ha la certezza che ciò che si costruisce oggi è ben fatto ed idoneo alla realizzazione di un più ampio progetto, evitando così il rischio di uno spreco di risorse pubbliche».

Ma anche il progetto definitivo della prima fase, e cioè la semplice fermata, non convince affatto l’ingegnere foggiano: «Il progetto di Rfi, oltre a non prevedere i binari “in deviata” - puntualizza - prevede la realizzazione di un “fabbricato viaggiatori” di dimensioni così ridotte da non consentire, a mio modesto parere, la presenza di idonei servizi (sale di attesa, biglietteria, servizi commerciali, servizi igienici, ufficio informazioni, sala ristoro e servizi in genere all’utenza), di cui ha diritto una città di 150mila abitanti, tra le più popolate d’Italia. Credo possa essere stimata, per difetto, nel 30-35% la percentuale del traffico ferroviario che verrà dirottato nella nuova fermata, che si troverà così ad essere sprovvista dei servizi adeguati. Da un po’ anche Firenze la si raggiunge transitando via Roma. A quel punto - osserva Cavaliere - dopo aver speso 40 milioni nei prossimi 2/3 anni, si dovrà procedere alla realizzazione di un nuovo intervento che contempli i binari “in deviata” e l’ampliamento del “fabbricato viaggiatori”, lavori che ovviamente comprometterebbero la perfetta (se non l’intera) funzionalità di un’opera appena realizzata. Delle due l’una: o l’intervento si esaurirà alla prima fase (sola fermata), oppure il completamento dell’intervento (stazione) richiederà anni e l’impegno di cospicue risorse finanziarie, di gran lunga superiori a quelle necessarie se l’intervento venisse realizzato in un’unica soluzione».

Dubbi che si aggiungono ai numerosi coni d’ombra già emersi sulla seconda stazione (non c'è traccia, ad esempio, del collegamento con l'aeroporto Gino Lisa distante appena 3,5 chilometri), riserve che al momento riempiono di interrogativi una delle progettualità più importanti dei prossimi anni per la città di Foggia e l’intero territorio. L’ingegner Cavaliere invita pertanto Rfi a «fare chiarezza sulla programmazione e sulle sue reali intenzioni e di confutare, qualora possibile, i dubbi sopra espressi. Rfi lo deve, se non altro - rileva - per una questione di trasparenza e di rispetto nei confronti di una città che sta lottando per risalire la china e scrollarsi di dosso marchi infamanti, e per far ciò è necessario riacquistare fiducia nello Stato e nelle sue varie articolazioni».

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