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Nel Foggiano

Vicesindaca in cucina con grembiule di Mussolini. «Si dimetta». «Una goliardata»

Vicesindaca in cucinacon grembiule di Mussolini«Si dimetta». «Una goliardata»

Espolde il caso a San Giovanni Rotondo dopo foto postata su fb. Lei si difende, situazione privata, solo goliardata

20 Maggio 2018

Redazione on line

SAN GIOVANNI ROTONDO - Nella foto sorride ai fornelli, mostrando un padellone con aglio e olio pronto a sfrigolare, ma l’interesse di chi guarda cade subito sul grembiule e la figura che vi è rappresentata: un mezzobusto del duce, nella sua tipica posizione da condottiero, fronte alta e mani sui fianchi, e sopra l’intestazione: 'Benito Mussolini - Statista», con la data di nascita e di morte. E’ bastato che un’amica postasse la foto su facebook per scatenare le polemiche attorno alla vicesindaca di San Giovanni Rotondo, Nunzia Canistro, che si è trovata sommersa di critiche anche da parte della locale sezione dell’Anpi che ne ha chiesto le dimissioni.

La foto è stata rapidamente rimossa, ma questo non è bastato e la vicesindaca, esponente di Direzione Italia e che con il sindaco, Costanzo Cascavilla, opera in un’amministrazione sostenuta da liste civiche, ha dovuto giustificarsi sempre su fb, affermando la sua convinta fede «democratica e antifascista" e spiegano che si è trattato solo di una goliardata durante una serata a casa di amici, senza alcun significato politico.

«Dispiace - scrive - che una situazione privata, in un luogo non pubblico, tra amici che si ritrovano per passare una serata in allegria e festeggiare il compleanno di una persona, si ritrovi, per una posa goliardica e finalizzata a strappare un sorriso bonario al festeggiato, al centro di una polemica che, se fosse stata rispettata la privacy e il consenso alle norme previste in materia, non sarebbe mai nata».

«Non accetto lezioni da nessuno sul mio sentimento democratico e antifascista - dice ancora - Ho sbagliato a prestarmi ad un gioco goliardico, ma le mie colpe sono tutte lì», non c'è alcuna «implicazione politica né esternazioni favorevoli al fascismo».

«Mi sono fidata di un contesto privato e familiare che doveva restare tale e non finire sui social». Pieno sostegno arriva dal sindaco, Cascavilla che non solo sostiene la non rilevanza della goliardata fatta in un contesto privato, ma sottolinea anche che all’inizio del sua mandato, Canistro si è impegnata con successo perché venisse rimossa in paese dalla targa di piazza «don Bosco», la dicitura «già piazza della Rivoluzione fascista».

«Se ne parlava da anni - dice il sindaco - lei lo ha fatto come uno dei primi atti del suo mandato».
Proprio ieri sempre attorno alle evocazioni fasciste e alla cucina si era scatenata un’altra polemica, ma a Ravenna. A molti non è infatti piaciuto il menù ideato per fare da contorno alla presentazione di due libri sul Ventennio fascista nella città romagnola. Oggetto del contendere, i nomi dei piatti: "prosciutto al pugnale, cappelletti bastonati, tourneados alla squadrista, coppa littoria, vino Nero di Predappio».

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