Giovedì 29 Settembre 2022 | 03:04

In Puglia e Basilicata

IL COMMENTO

C’è Shakespeare nelle parole e nella vita di Carlo

C’è Shakespeare nelle parole e nella vita di Carlo

Re Carlo III ha fatto il suo ingresso accolto da uno squillo di trombe nel palazzo di WestminsteR

Squilli di trombe, rombo di cannoni, rullo di tamburi accompagnano il lutto e la festa: «morto il re, viva il re»

12 Settembre 2022

Pasquale Bellini

«Possano le schiere degli angeli accompagnarti cantando, verso il tuo riposo». Lo ha detto Carlo III rivolgendo alla madre Elisabetta le parole di Orazio ad Amleto morente. È Shakespeare. Naturalmente. Squilli di trombe, rombo di cannoni, rullo di tamburi accompagnano il lutto e la festa («morto il re, viva il re») nelle strade di Londra, con paramenti, divise sgargianti, corazze e alabarde: il tutto non diverso, forse, da quello che vide passeggiando in città mastro Shakespeare: epoca Tudor nel ‘500, quella di Elisabetta (la Prima, quella Vergine).

Ed è così che aleggia, in questa Londra parata a lutto e insieme anche un po’ sgomenta/eccitata come per un «nuovo inizio», un’ atmosfera ben scespiriana, con l’ eco di vecchie tragedie regali solo in parte rimosse e un idillio forse nascente, con la definitiva messa in archivio di tradimenti, lutti, fantasmi, veleni e pugnali (veri, presunti, mediatici). Shakespeare docet, e moltissimo, quanto a re, regine, intrighi e trame di potere, anche se oggidì a docere sono le Tv e i social, piuttosto che i paludati drammaturghi. Al centro assai spesso nei drammi di Shakespeare (soprattutto nei chronicle plays), il problema del potere regale, del trono come centro d’ equilibrio del potere fra cielo e terra, per una simbiosi tra il popolo (inglese) e il sovrano (inglese) il quale Dei Gratia assolve il ruolo di garante di un patto di difesa sociale e nazionale.

Dio lo vuole, con parecchio Medioevo a supporto etico (nel ‘500 di Shakespeare e di Elisabetta I, ma non solo) dei futuri destini imperiali di Britannia, di cui gli sfarzi londinesi odierni sono in fondo un’eco e un riflesso pallidi, tra nostalgia e rimpianto. Nei vari Enrico IV, V, VI, VIII, per non parlare del terribile Riccardo III, fra congiure e ammazzamenti, battaglie e vittorie, Shakespeare dettò la linea, a futura memoria, di una «divinizzazione» della monarchia e del trono di cui tuttora (se ne facciano tutti una ragione) è in debito il successo in Gran Bretagna della Monarchia con i suoi fasti e nefasti.

Solo che oggi, magari, la «divinità reale» si è trasferita dalla «unzione del monarca» (a proposito per Carlo si rinnoverà il rito dell’unzione con l’olio sacro?) verso un perenne «bagno mediatico» verso uno «stare in pubblico» che sostituisce con una (presunta) trasparenza quello che fu il mistero e la sacralità della remota regalità d’antan. Certo anche oggi, come in Shakespeare, pesano le ombre, i fantasmi e gli spettri a suscitare terrori: ecco il Padre per Amleto, ecco Banquo per Macbeth e signora, ecco (forse) Lady Diana per Carlo e regina consorte. Ma poi in in realtà tutto sfuma, oggi, nel rimpianto per Elisabetta (la Seconda) e nel nuovo inizio per Carlo, dentro un Medioevo gentile e non cupo, dove la fiaba di re, principi e cavalieri può perpetuarsi: e Lancillotto salva la Regina (ma intanto tradisce re Artù!), così come 007 porta in salvo Elisabetta a cavallo del suo elicottero, così come i due «fratelli coltelli» William ed Henry si riconciliano davanti al feretro (in effetti un frequente «post-finale» scespiriano!).

La tempesta che ha travolto re e principi, che ha fatto naufragare navi e ducati, si placa infine in una composta mestizia che prelude a pacificate arie di riconciliazione. La verga magica del Grande Incantatore (Shakespeare, il sistema mediatico, i social, la Tv) quella che ha creato storie, avventure, duelli, amore e morte, per caso si spezza? Forse no, forse la fiaba continua. Lunga vita al Re.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725