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IL COMMENTO

Caro candidato alle elezioni, tradirai l’elettorato se ignori i piani contro il Sud

Caro candidato alle elezioni, tradirai l’elettorato se ignori i piani contro il Sud

Le elezioni e il piano per il Meridione d'Italia

Un colloquio reale con un aspirante parlamentare reale (e pesante) in vista del voto del 25 settembre

09 Settembre 2022

Lino Patruno

«Susa, ma come fai tu candidato del Sud a non schierarti contro i progetti che danneggeranno il Sud?». Quale, per esempio?
«Anzitutto l’autonomia rinforzata per Veneto, Lombardia, Emilia (e altre Regioni del Nord) che la chiedono». Ah, sì, ho sentito qualcosa. «Qualcosa. E allora?». Beh, ma sai, in democrazia funziona così, se ci sono i numeri in Parlamento passa.
«Ma non è detto che ci debbano essere anche i numeri del Sud». Capito, ma il partito, le decisioni del partito.
«Abbiamo capito anche noi».

Colloquio reale con un candidato reale (e pesante) in vista del 25 settembre. E risposta alla domanda della gente del Sud: ma la nostra classe politica che fa? Questa classe politica risponde più ai partiti che l’ha scelta che agli elettori. I quali elettori fra l’altro non li hanno scelti perché li hanno scelti appunto i partiti. Ai quali i prescelti e imposti rendono conto più che al proprio territorio. Territorio sul quale si fanno anche planare candidati che nel territorio non hanno neanche una bisnonna. Con un sistema elettorale che non prevede preferenze. Con partiti quasi tutti nordcentrici. E rispetto al Sud, Partito Unico del Nord, da sinistra a destra, quando sono in gioco gli interessi del Nord.

Come nell’autonomia differenziata, caro candidato del Sud. Sulla quale nessuno di voi ha avuto da ridire neanche sotto tortura. Prima di una elezione vuoi che mi metta contro la parte forte (meglio dire egoista) del Paese che pretende di gestire le funzioni ora gestite dallo Stato? E poi, parliamoci chiaro (dite tu e gli altri): solo responsabilizzando le autonomie locali (leggi Regioni) si spende con più efficacia. Effetto collaterale voluto: solo rendendogli scarse le risorse si costringe il Sud a farne un uso più efficiente. Perché se dai l’autonomia rinforzata al Nord, si toglie al Sud molto più di quanto si è finora fatto. E chiunque dica il contrario è più bugiardo del migliore Pinocchio.

Repetita juvant. Il punto di partenza sono i Conti pubblici territoriali del ministero dello Sviluppo economico. I quali rivelano che la spesa pubblica dello Stato al Sud è inferiore a quella che fa al Nord. Ogni cittadino meridionale vale meno di ogni cittadino centro-settentrionale. Questo per il Sud significa livello più basso di servizi (sanità, scuola, asili nido, trasporti, assistenza sociale). Significa peggiore qualità della vita: anche dove vivi tu, signor candidato del Sud. Significa la metà delle infrastrutture (sognatevelo il Frecciarossa). Significa quel divario che da cosa dipende? Ah, dipende dai meridionali che non si danno da fare, aggiungi tu. Vero: non hanno fatto mai uno sciopero generale contro la discriminazione verso il Sud. E contro quelli come te. Quand’anche lo Stato desse a Lombardia & Soci tanto quanto ora spende in proprio per le stesse funzioni, il Sud ne sarebbe danneggiato. Ma che c’entra, scusa? C’entra, perché come si è detto per quelle Regioni lo Stato spende (indebitamente) più di quanto spende al Sud. Quindi significherebbe rendere legale (cioè per legge) il divario e l’ingiustizia anticostituzionale. Facciamo finta di dimenticare cosa dissero i tre amici presidenti al bar quando lanciarono la Grande Idea. Dissero che non gli bastava, volevano addirittura trattenersi il 90 per cento delle loro tasse: perché la ricchezza dà il diritto ad avere di più. Come nel feudalesimo. Pure Calvino si sarebbe rivoltato nella tomba.

Il fatto è che anche un po’ di governatori del Sud muoiono dalla voglia di averla quella autonomia, sia pure a condizioni (definitivamente) peggiori per il Sud. Ma comandare, che libidine. Conclusione (sperata): niente autonomia al Nord se prima non si calcolano i Lep (bisogni essenziali) del Sud. Mai calcolati, mai riconosciuti. Solo così l’autonomia partirebbe da basi uguali, anzi non diseguali. Qualcuno in questa campagna elettorale ha sentito qualcosa di simile? E tu, candidato del Sud, non fai ancora in tempo a dirlo?

C’è stato finora nella storia d’Italia un solo partito che non rappresentava né destra né centro né sinistra: un sindacato del territorio. Era la Lega Nord. La quale come è noto ha sfasciato l’Italia e l’ha resa ingiusta più di quanto non fosse riuscito prima. Al Sud non è mai nato nulla di simile, una Lega Sud. Astenersi da giudizi. Ma tu eletto al Sud, cosa dirai ai tuoi elettori quando ogni fine settimana tornerai a trovarli? Prometterai assistenza avendogli negato sviluppo. Così entrerai anche tu nella Premiata Ditta Autonomia Rinforzata al Nord. E nell’ancor più Premiata Ditta Nemici del Sud. Da bravo meridionale rinnegato.

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