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In Puglia e Basilicata

LA MEMORIA

Casalvecchio di Puglia celebra con orgoglio le sue radici albanesi

Casalvecchio di Puglia celebra con orgoglio le sue radici albanesi

Il villaggio «arberesh» a Casalvecchio di Puglia

«L’Epopea di Giorgio Castriota Skanderbeg» è il titolo dell'opera di Street Art inaugurata nel comune foggiano

31 Luglio 2022

«L’Epopea di Giorgio Castriota Skanderbeg» è il titolo dell'opera di Street Art inaugurata ieri a Casalvecchio di Puglia. Si tratta di un lavoro sperimentale ed innovativo, realizzato dall’Associazione Stornara Life Aps, nell’ambito degli interventi «Sthar Lab» della Regione Puglia, per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale. Il progetto, infatti, ricalca l’elemento caratteristico del comune foggiano Casalvecchio: le sue origini arbëreshë e la conservazione del patrimonio immateriale storico-linguistico, con lo scopo di creare elementi di attrazione materiale, per incrementare l’offerta turistica del borgo. Gli spazi adibiti alla Street Art sono stati individuati in base ad un percorso che dall’esterno del centro abitato (muro perimetrale del cimitero) passa dalla Community Library, avente una sezione dedicata alla letteratura arbëreshë, e, attraverso la scalinata di Via Grieco, collega il centro storico al murale arbëreshë precedentemente completato.

L’artista argentino Alaniz Emanuel e la francese Margot Calliadan hanno realizzato un’imponente raffigurazione dell’eroe albanese, che sovrasta il centro di Casalvecchio, ed una celebre battaglia all’ingresso del paese. Ma i lavori non sono terminati. Lungo la scalinata di via Grieco sarà realizzato un murale scrittografico che collegherà le nuove creazioni all’ albero della fratellanza, precedentemente realizzato. L'ispirazione è nella leggenda albanese del XV secolo Giorgio Castriota (1405-1468), eroico difensore dell'indipendenza. Inviato in ostaggio (1415) alla corte del Sultano, e ivi divenuto musulmano, si distinse come capitano al servizio dei Turchi. Quando Giovanni Hunyadi sconfisse (1443) gli Ottomani a Niš, S. abbandonò i Turchi e, riconvertito al cattolicesimo, divenne capo della lega dei principi albanesi, stabilendo a Croia la sede del movimento che avrebbe portato all'insurrezione gli Albanesi, generando la contaminazione delle sue radici in Europa, tra cui la Puglia.

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