BARI - Avevamo distolto lo sguardo dal mondo per concentrarlo sul nostro particolare. Più di un riflusso, una involuzione consustanziale alla decadenza dell’Occidente. Poi un fantasma è tornato dal passato recente: la bomba atomica. Un elemento rimosso che però il conflitto russo-ucraino ha riportato al centro di quella Storia che, in realtà, non è mai finita né pare volersi accomodare sul divano della post-democrazia neoliberista. La minaccia ha fatto più che attirare attenzione. Ha creato un “pubblico”. Un pubblico a cui si rivolge Isidoro Davide Mortellaro – già docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università di Bari - con il suo ultimo volume A che punto è la notte? La vita e i tempi di Terzo Millennio (edizioni la meridiana).
Il libro sarà presentato oggi, alle 18, presso la Pinacoteca “M. De Napoli” di Terlizzi (corso Dante 9) su iniziativa della vivacissima associazione “Una Panda sulla Luna” e in collaborazione con il movimento politico-culturale “Città Civile” il cui coordinatore, Francesco Vino, introdurrà il dialogo.
Il libro non fa sconti. Scorrevole nella lettura e perfettamente comprensibile anche ai non addetti ai lavori, si presenta però come riflessione lunga, corposa, complessa. Non tengono banco solo l’evoluzione del quadro geopolitico o il rischio, più o meno concreto, di una deflagrazione atomica. Quello è l’innesco. Poi lo sguardo che si posa sul mondo per cogliere l’entità della minaccia, si sposta sulla dimensione ormai liquida dello stesso.
Il quadro è magmatico. La geometria euclidea delle consuete certezze (impresa fordista, sindacati, Stati, blocchi, confini) non è più chiave per leggere la realtà. Lo schiavo non sa più chi sia il padrone. Il suddito non sa con quale re prendersela. Piuttosto, prende cantonate dando per morta la politica, per estinta la proprietà, per inalterato il rapporto pubblico-privato. E qui il volume si fa prezioso. Perché Mortellaro smonta i luoghi comuni del nostro tempo, riepiloga gli accadimenti, evidenzia le storture. E apre i possibili orizzonti della lotta senza però indulgere in scorciatoie né in facili entusiasmi. Il mondo va prima di tutto compreso. Va capito a che punto è la nostra notte.
















