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La storia

Bari nei film e nel cuore degli studenti americani

Bari nei film e nel cuore degli studenti americani

L’estate pugliese di 20 giovani registi dell’Università di San Francisco

26 Luglio 2022

Maria Grazia Rongo

Tra i giovani studenti californiani che in questi giorni girano per le strade di Bari filmando scorci per loro inediti e raccogliendo storie di persone e luoghi, potrebbe celarsi - perché no - un futuro regista di Hollywood che porterà sempre nel cuore il ricordo dei giorni trascorsi in Puglia nell’estate 2022. E così il sogno della Puglia del cinema continuerà a vivere, incantando ancora negli anni a venire gli spettatori di ogni parte del mondo.

Arrivano dall’Università di San Francisco, dipartimento Scuola di Cinema (SFSU), i venti studenti americani, con quattro docenti, che per realizzare il loro progetto di cinema-documentario hanno scelto il capoluogo pugliese, grazie alla collaborazione con l’Università di Bari (con l’impegno del professor Paolo Ponzio) e all’Apulia Film Commission (Afc).

Risiedono in un b&b nel quartiere Libertà (anche questa una scelta di massima integrazione) e ad accompagnarli nei loro giri con macchina da presa in spalla ci sono alcune studentesse dell’Ateneo barese, che fungono da traduttrici.

A guidarli, insieme alla titolare del corso, Wemin Zahng, c’è Pietro Pinto, giovane italiano (trentadue anni) che vive a San Francisco da diversi anni dove ora insegna in una delle scuole di cinema più prestigiose degli Stati Uniti. Pinto racconta alla Gazzetta i loro giorni a Bari: «Stiamo svolgendo un corso intensivo di documentario di tre settimane, la prima settimana di pre-produzione, cioè scoperta del territorio, della città, poi il girato, quindi la produzione vera e propria dei documentari. Ed è stato bellissimo vedere i miei studenti svegli sino alle tre di notte per montare i loro film sulla terrazza del posto dove alloggiamo nel quartiere Libertà».

Un progetto che ha una genesi molto articolata. Continua Pinto: «Gli studi internazionali in Olanda, Gerusalemme, Parigi, la scuola di cinema a Cuba, poi a San Francisco, dove ho incontrato la professoressa di fotografia e cinema documentario Weimin Zang - oggi mia collega -, una persona meravigliosa, una visionaria, che aveva costruito questa idea di fare cinema-documentario in giro per il mondo. Quando l’ho incontrata lei scherzando ha buttato lì: “Se volete possiamo farlo nelle vostre città”. È in quel momento che ho avuto la folgorazione e le ho detto: “Portiamo il progetto in Italia”, e dopo una settimana mi sono presentato da lei con una proposta e lei sbalordita mi ha risposto: “Ok, si può fare”. Così nel 2017 siamo venuti in Italia, a Bologna, e abbiamo realizzato i documentari in collaborazione con la Cineteca di Bologna, un’esperienza bellissima. Poi c’è stato il Covid e siamo stati costretti a fermarci. Così quando abbiamo avuto la possibilità di ricominciare ad andare fuori ho pensato: “Bari! È lì che dobbiamo andare”».

Ma perché Pinto ha deciso di portare i suoi studenti proprio a Bari? «Per due motivi fondamentali - risponde -. In primo luogo perché mio nonno, Bruno Pinto, pittore, era di Mola di Bari, quindi ho sempre questo richiamo alle mie radici. Secondo perché vivo in un borgo medievale, a Monteveglio, tra Modena e Bologna, dove c’è la comunità monastica fondata da Giuseppe Dossetti, il padre costituente, e lì tante volte è venuto Aldo Moro, quindi respiro da sempre quest’aria di Puglia che aleggia anche da quelle parti». Da qui poi l’idea di contattare l’Apulia Film Commission per l’appoggio logistico e non solo, e la risposta di piena collaborazione da parte del direttore di Afc, Antonio Parente.

I ragazzi stanno incontrando tante realtà identitarie e che spiccano nel capoluogo di Puglia: hanno trascorso un intero pomeriggio con Maria Laterza, che ha raccontato loro le origini della storica casa editrice e della libreria di famiglia. Hanno approfondito l’esperienza originalissima di «Avanzi Popolo» che si occupa, attraverso la sua piattaforma di foodsharing, di sensibilizzazione ed educazione rispetto alla gestione delle eccedenze di cibo che rischiano di finire nella spazzatura. Sono rimasti del tutto incantati dall’eloquio di padre Gerardo Cioffari che ha li ha istruiti sulla storia di San Nicola e della Bari antica. Un’altra tappa di approfondimento che ritroveremo nei film è quella sullo studio Polis Avvocati, scelto per la peculiarità pioneristica di essere la prima cooperativa di avvocati fondata in Italia. E poi, il regista Gennaro Nunziante, lo street artist Jean Claude, e tanti altri. Hanno girato nel centro cittadino e soprattutto sono stati affascinati dalle periferie, e hanno perlustrato anche la provincia in lungo e in largo, Polignano a Mare, Giovinazzo, solo per citarne alcune, e poi un salto nella vicina Matera.

«Io sono un migrante, sono andato via dall’Italia perché pensavo che qui si facesse molta fatica per tutto, fare proposte è sempre stato molto difficile - spiega Pinto -, invece vai in America e là le proposte funzionano, però quando torni e vedi questa Italia è bellissimo. E gli studenti hanno capito questa cosa, hanno visto che a Bari c’è una città che viaggia, che è in continua evoluzione, giovani che si danno da fare, ricchi di inventiva, e realtà storiche, la storia e il futuro insieme, è il massimo. Le faccio un esempio: la settimana scorsa sono stato per due giorni di fila a vedere due film in due luoghi magnifici della vostra città, e mi sembrava di stare a Los Angeles per la vivacità culturale e la bellezza».

In settimana gli studenti saranno nella redazione centrale della Gazzetta del Mezzogiorno e incontreranno il direttore Oscar Iarussi, per conoscere la storia della Gazzetta, lunga centotrentacinque anni.

I cortometraggi diventeranno protagonisti di una bella serata di condivisione di esperienze, il 31 luglio, a Bari, all’ExpostModerno, dove verranno proiettati e sarà possibile anche confrontarsi con i docenti responsabili del progetto e con gli studenti. «Cercavamo un posto dove poter far vedere ai baresi quello che avevamo catturato nei nostri lavori - conclude Pinto -. Mi hanno parlato dell’ExopostModerno e ho chiamato la referente, Silvia Sivo, che è stata subito entusiasta di condividere questo momento con noi. Perché alla fine il cinema è anche questo, è mettere insieme persone che vivono da un capo all’altro del pianeta, è raccontare questo nostro mondo così vario eppure con tanti punti in comune, e farlo a Bari è un sogno che si realizza».

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