Domenica 14 Agosto 2022 | 18:13

In Puglia e Basilicata

l’evento a Bari

«Lungomare di Libri, così cresce la lettura al Sud»

Libri

Il libraio Pinto: nel Mezzogiorno pochi locali, serve investire». Da domani al 3 luglio i luoghi simbolo della città ospiteranno incontri e approfondimenti culturali

30 Giugno 2022

Rocco Pinto

Da domani a domenica 3 luglio torna a Bari, Lungomare di Libri, la manifestazione letteraria che trasforma il capoluogo pugliese in una grande libreria a cielo aperto – grazie alla presenza di numerosi librai ed editori. Il tema di questa edizione è «Leggere il mondo» secondo il quale saranno declinati lezioni magistrali, presentazioni editoriali, convegni, incontri, momenti di approfondimento, attività per bambine e bambini, consigli di lettura e reading si alterneranno nell’arco di tre giorni dal pomeriggio alla sera, portando il libro e la riflessione nei luoghi simbolo della città di Bari. Il libraio Rocco Pinto fa una riflessione su libri, Mezzogiorno e lettori alla vigilia dell’evento

Sono nato a Rapone, un paesino di montagna della Basilicata. Qui sono andato a scuola fino alla IV elementare, e la mia prima lingua è stato il dialetto. A dieci anni sono arrivato a Torino con la mia famiglia, come migliaia di altri immigrati, e il mio primo impatto con la scuola, traumatico, agli inizi della V elementare, è stato un 4 al tema. Ricordo ancora le tante correzioni della maestra, così come non ho dimenticato i tanti dialetti di tutto il sud d'Italia che in quella classe si parlavano.

Fino alla IV elementare non ero a conoscenza, a parte i sussidiari scolastici, dell'esistenza dei libri. In casa non ne giravano e, l'essere diventato lettore, lo devo al mio professore di italiano delle medie, che mi ha trasmesso la passione per i libri e la lettura che, crescendo, mi ha travolto, fino a trasformarsi in un mestiere, quello del libraio. Non so se sarei diventato lettore se fossi rimasto al sud, dove solo una persona su quattro legge almeno un libro all'anno, e la frequentazione delle biblioteche oscilla tra il 2 e il 3 per cento. Guardando i dati Istat disaggregati per regioni, quelli sulla lettura e quelli sull'uso delle biblioteche, entrambi riferiti al 2021, si nota che la media nazionale dei lettori di almeno un libro all'anno è scesa al 36,6 per cento (anche se si sono venduti più libri, ma sempre alle stesse persone). Perché al Sud si legge poco? Sono diversi i motivi, ma forse il principale è la difficoltà di reperire i libri per il numero limitato non solo di librerie, ma di biblioteche pubbliche e scolastiche, che ne comporta conseguentemente un'insufficiente circolazione. Sono inoltre complessivamente poche le occasioni di incontro con i libri. I festival, che stanno crescendo anche al sud, anche se solo in alcune aree, sono rivolti a chi già legge, e non contribuiscono ad allargare la base dei lettori, che è la vera scommessa dei prossimi anni. Ci sono località con festival letterari importanti senza librerie. Per far crescere il numero dei lettori, i luoghi della lettura hanno un ruolo fondamentale, perché interagiscono con il territorio. Le scuole ci sono, ma vanno assolutamente potenziate le biblioteche scolastiche, affidandole a personale competente.

Per le biblioteche pubbliche vanno invece fatti investimenti sia strutturali che in personale, che deve essere formato e qualificato. Non è più pensabile affidare la gestione delle biblioteche, come in molti casi purtroppo ancora avviene, a volontari o alle pro loco.

Per il Sud va inoltre favorita l'apertura di nuove librerie, mentre quelle già esistenti vanno sostenute con incentivi e sgravi fiscali. Deve essere loro facilitata la possibilità di usare spazi pubblici e condivisi, così come vanno previsti altri benefit, come il suolo pubblico e l'affissione gratuiti, l'uso di locali pubblici con affitti calmierati. Andrebbe poi permesso ai librai di vendere i libri nelle scuole, senza restrizioni, non consentendo agli editori di farlo direttamente. La nuova legge sul libro, andata in vigore paradossalmente nel marzo 2020, a librerie chiuse, in piena pandemia, che riconosce il ruolo di presidi culturali delle botteghe librarie, è stato un passaggio fondamentale, una vera rivoluzione. Così come la tax credit e lo stanziamento di 30 milioni di euro per le biblioteche e le librerie di prossimità. E l'avvenuta legittimazione del ruolo sociale e culturale che le librerie svolgono sui territori è uno dei motivi per supportarne ulteriori aperture che, come affermava Inge Feltrinelli, creano nuovi lettori. In più di due anni di pandemia il nostro mestiere è indubbiamente cambiato, non solo abbiamo compreso le potenzialità del digitale e della rete, ma verificato l'importanza di uscire fuori dalle librerie, senza aspettare passivamente la clientela, impegnandoci a consegnare e spedire libri dappertutto. Sono nel mentre esplosi i gruppi di lettura in streaming e in presenza. Insomma, il nostro mestiere è in continua trasformazione, e questo richiede una formazione continua e ininterotta. I librai dialogano, collaborano e disegnano nuovi scenari. Il Lungomare di libri a Bari nasce da una contaminazione con Portici di carta, una libreria di due chilometrici sotto i portici di Torino.

I libri, sinonimo di libertà, escono dai loro luoghi canonici e vanno per strada per incontrare tutti, lettori e non lettori. Questo dovrebbero fare le politiche pubbliche: dare a tutti la possibilità di diventare lettori. E forse bisognerebbe pensare a delle librerie comunali, mutuando l'esperienza analoga delle farmacie. Pensate a quante zone del paese non è data la possibilità di cui ho potuto godere io a Torino, e cioè poter disporre di una rete di librerie, di biblioteche pubbliche e di biblioteche scolastiche collegate estese a tutto il territorio metropolitano.

A fine 2019 si registravano in Italia 3 mila 564 librerie, il 24 per cento al Nord-ovest, il 17,6 per cento al Nord-est, il 26,4 per cento al centro e il 31,2 per cento al sud e nelle isole.

Dal 2012 al 2019 hanno chiuso in Italia 337 librerie. Il saldo tra aperture e chiusure è negativo fino al 2019. Da novembre 2021 è attiva una nuova iniziativa denominata Resto al sud, rivolta ad attività commerciali e anche librerie, che va rafforzata e implementata. Al sud ci sono bravi librai, ma sono ancora troppo pochi, e la stragrande maggioranza dei territori, per non parlare dei paesini, non dispongono né di librerie né di biblioteche, e l'unico spiraglio per avvicinarsi ai libri resta la scuola.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725