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Il saggio

Laura Boldrini: «Potere sulle donne? Imparate che non è normale»

Laura Boldrini: «Potere sulle donne? Imparate che non è normale»

Intervista all’ex presidente della Camera sul suo volume edito da «Chiarelettere». «Quando Salvini portò su un palco una bambola gonfiabile paragonandola a me»

14 Maggio 2022

Enrica Simonetti

Sarà presentato oggi ore 19 a Bisceglie, Vecchie Segherie Mastrototaro (via Porto, 35 ingresso libero) il libro «Questo non è normale. Come porre fine al potere maschile sulle donne», edito da Chiarelettere (pagg. 272, euro 16,00). Dialoga con l'autrice Luciano Lopopolo, della Commissione Pari Opportunità e Arcigay.

Se la normalità è una maschera, in Italia la questione donne – al di là delle finzioni - è tutt’altro che risolta. E ne abbiamo prova ogni giorno, quando osserviamo straordinari passi in avanti e vergognose retromarce, nel campo dei diritti e della parità. Ne parliamo con Laura Boldrini, oggi deputata, già funzionaria Onu e presidente della Camera, autrice di un libro che ogni uomo dovrebbe leggere, dal titolo Questo non è normale. Come porre fine al potere maschile sulle donne, edito da Chiarelettere (pagg. 272, euro 16,00). Il volume è un viaggio appassionato nei nostri retaggi mentali, nelle diseguaglianze che solo apparentemente sembrano risolte e nell'universo femminile tartassato, anormalmente calpestato in un mondo in cui la parità è evidentemente un concetto astratto nel quale tutti si ritrovano. Ma a parole.

In Italia nulla è normale... Presidente Boldrini, partiamo dal modo in cui le donne riescono (eufemismo!) a farsi spazio. Lei nel suo libro elenca vari ostacoli e colpisce il discorso sul patriarcato. Dove e come resta in voga?

«Il patriarcato è ovunque, la nostra società ne è permeata. Per millenni ci si è basati sulla “legge del padre”, un sistema sociale in cui l’autorità veniva esercitata dagli uomini i quali stabilivano come si deve pensare e come ci si deve comportare. E lo stabilivano anche per le donne, che hanno sempre dovuto accudire, essere al servizio. Ancora oggi resiste un’innegabile posizione di privilegio da parte maschile: gli uomini occupano i posti di potere, guadagnano più delle donne, non traggono svantaggio dalla paternità, mentre le donne che diventano madri spesso perdono il lavoro e si ritrovano a gestire da sole il carico familiare. Tutte discriminazioni che ostacolano il percorso umano e professionale femminile. Di leggi buone ne abbiamo fatte tante negli ultimi anni per colmare questo inaccettabile divario, ma visto che il patriarcato continua a manifestarsi vuol dire che queste da sole non bastano: serve un salto culturale, non più rimandabile».

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