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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L'intervista

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L’Italia oggi sperimenterà le riaperture. Professor Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova, che rischi si corrono con il cambio di colore?
«Si presenterà un rischio legato all’elevato numero di casi positivi che ci sono ogni giorno. Non ci sono le condizioni per una apertura in sicurezza, come l’Inghilterra. Non sarà come a Londra».

Le aperture dovrebbero essere accompagnate da prudenza, rigore nell’uso dei dpi e distanziamento.
«Se apro tutto come si pensa che la gente possa usare precauzioni…».

La classifica di chi vaccina di più in Italia che valore ha?
«Questa è una graduatoria che risente di propaganda e retorica. E’ più importante seguire la percentuale di persone anziane e fragili vaccinate, elemento importante dal punto di vista della salute pubblica».

Del resto la priorità…
«...deve essere quella di mettere in sicurezza anziani e fragili con le fiale».

Perché ha fallito in Italia il tracciamento?
«La gestione del contact tracing ha un coefficiente. Quando si va in saturazione con tanti positivi, emergono i limiti del sistema. Più aumentano i casi, meno efficiente è il tracciamento: questa considerazione nasce da un difetto intrinseco della metodica».

Cosa pensa della prudenza sulla scuola del governatore pugliese Michele Emiliano, che ha lasciato alle famiglia la livertà di scegliere la Dad?
«Non siamo ancora in grado di identificare un rischio all’interno della scuola, o rischi specifici. Qualsiasi decisione è presa senza sufficienti informazioni scientifiche».

Con la Dad non si limitano i contagi?
«Si riducono a condizione che le scuole siano tutte chiuse. Se si lascia l’iniziativa libera alle persone è un altro discorso...».

Arriva l’estate. In Puglia c’è il settore turistico in ginocchio e c’è attesa per i flussi di ospiti stranieri. Emiliano, di contro, ha invitato i pugliesi a trascorrere le vacanze nella regione.
«L’approccio turistico alla pandemia deve essere improntato con una politica nazionale. Di fronte alle aperture, è intollerabile che non ci siano regole rispetto agli arrivi in Italia, soprattutto da paesi da cui provengono variabili resistenti al vaccino. Non avere regole è da dilettanti».

Si possono ipotizzare norme ad hoc?
«Se devono venire da noi turisti stranieri, tamponi prima e dopo, in alcuni casi anche quarantena. Chi proviene da stati dove è presente una variante particolarmente pericolosa dovrebbe attenersi alle disposizioni che l’Inghilterra ha stabilito per gli ingressi dall’India: 15 giorni di quarantena “vigilata” in albergo, tampone preventivo, e poi nuovi test dopo due, otto e quattordici giorni».

Un pugliese che rientra dall’estero che dovrebbe fare?
«Se torna dall’Australia o dall’Inghilterra, dove c’è un rischio limitato, non deve fare la quarantena. Diverso è il caso di un rientro dal Brasile o dall’India: dovrebbe fare una quarantena obbligatoria vigilata».

Cosa pensa degli studi che approvano nell’Ue l’abbandono dell’uso mascherina tra persone vaccinate?
«Non li commento nemmeno».

L’immunità di gregge è un obiettivo risolutivo?
«E’ un tema utilizzato da gente che non capisce di immunologia».

L’arrivo della bella stagione può avere effetti sulla pandemia?
«Non si può prevedere un abbassamento dei contagi in estate. Basta vedere quello il caso Brasile, dove non c’è stato alcun beneficio legato alle alte temperature. L’unico elemento positivo che si può individuare viene dal beneficio di stare di più all’aperto».

Le sue “raccomandazioni” finali?
«Non bisogna fare paragoni con l’estate 2020. Sarà una stagione completamente diversa, con maggiore trasmissione dei contagi. Ma c’è un’altra partita doppia e essenziale da giocare».

Quale?
«Quella di vaccinare più persone possibili e tentare di bloccare l’ingresso dall’estero in Italia di nuove varianti resistenti al vaccino».

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