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Vaccinazioni Covid, Puglia agli ultimi posti: solo 0,37% della popolazione ha completato ciclo. Regione: «Poche dosi arrivate»

È 18esima su 21. L'80% somministrazioni a personale sanitario e sociosanitario

Primo atto: il vaccino anti-influenza, la Puglia è già al lavoro

BARI - In Puglia lo 0,37% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale. E’ uno dei dati rilevato dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe con analisi sui ritardi delle forniture dei vaccini, numero delle somministrazioni e percentuale di personale non sanitario che ha beneficiato delle dosi.

Il report, aggiornato al 27 gennaio, evidenzia che in tutti i tre grafici la Puglia si piazzi al di sotto della media nazionale. Con riferimento alla popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, in Italia mediamente il dato è dello 0,45%. La Puglia è 18esima su 21.

Le dosi di vaccino consegnate per 100 mila abitanti sono 2.834 (media Italia 3.567). L’80% delle somministrazioni riguarda personale sanitario e sociosanitario (media Italia 67%), l’11 «personale non sanitario» (media Italia 22%) e il 9% ospiti delle Rsa (media Italia 10%).

LA REPLICA DELLA REGIONE - «Le statistiche della Gimbe - spiegano però fonti della Regione - confrontano il numero di vaccini con la popolazione e non tengono conto del fatto che la Puglia ha ottenuto poche dosi perché ha pochi operatori sanitari, più o meno la metà dell’Emilia Romagna che ha la stessa popolazione della Puglia. La nostra campagna vaccinale procede spedita come mostrano le statistiche della Regione: sono state somministrate quasi tutte le dosi disponibili detratta la quota per i richiami»

TERAPIE INTENSIVE - In Puglia è salita dal 37% al 39% la percentuale di occupazione dei posti letto di terapia intensiva da parte di pazienti affetti dal Covid. E’ quanto emerge dall’ultimo report settimanale della Fondazione Gimbe che analizza l’andamento della pandemia dal 20 al 26 gennaio. I dati evidenziano che quattro indicatori sui sei monitorati sono in peggioramento in Puglia rispetto alla media italiana.

Per le terapie intensive la «soglia critica», fissata dal ministero della Salute al 30%, è stata superata di 9 punti. Per quanto riguarda l’area medica Covid l’occupazione dei posti letto è pari al 41%, +1% rispetto al report della settimana precedente (la soglia di saturazione è fissata al 40%). Gli altri due indicatori in peggioramento nei 6 giorni sono il numero dei casi testati per 100 mila abitanti (592) e il rapporto tra positivi e casi testati (28,6%). Segnano invece un miglioramento i dati relativi all’incidenza degli attualmente positivi per 100 mila abitanti (1.333), con un incremento di casi del 6,2%, superiore alla media nazionale del 3,6%, ma in calo rispetto al 6,9% della settimana fino al 25 gennaio. 

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