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I ritmi di Tuasorellaminore: «Canto l’innocenza dei bimbi»

I ritmi  di Tuasorellaminore: «Canto l’innocenza dei bimbi»

La cantautrice e producer barese che preferisce non rendere nota la sua identità

11 Luglio 2021

Nicola Morisco

Il mondo della musica è pieno di nomi d’arte dietro i quali, spesso, si nascondono avvolti dal mistero artisti già noti e di grande qualità artistica. È il caso della trentenne cantautrice e producer barese Tuasorellaminore, che già in passato con altri progetti aveva fatto notare tutto il suo grande talento vocale. 

Tuasorellaminore, che preferisce nascondere il suo vero nome e cognome, due giorni fa ha pubblicato il nuovo singolo dal titolo «Ken e Barbie», un brano dal forte impatto ritmico che segna anche il suo inizio di percorso da produttrice. Pubblicato da Romolo Dischi e distribuito da Pirames International, è un mix esplosivo di elettronica hip-hop e r‘n’b, in cui l’artista barese esprime una presa di posizione a protezione dell’innocenza perduta.
Tuasorellaminore si appassiona alla musica già all’età di tre anni, e dopo qualche tempo diventa la sua strada, la sua vita, il suo credo. Studia con maestri privati a Roma, Milano e Bologna, ma non lascia mai Bari, città alla quale è molto legata. Appassionata di hip hop e r ‘n’ b studia canto moderno, ma si avvicina anche alla musica antica e al canto barocco e rinascimentale.

«Anche per “Ken e Barbie” – commenta Tuasorellaminore - sono partita dalla composizione della musica. Ho iniziato a elaborare i ritmi, i riff e campionare la mia voce, per poi adattare il testo, il canto e la melodia. Questo brano è il più “leggero” che ho scritto, perché è nato in un momento nel quale mi sono sentita leggera, quasi invincibile: mi è sembrato di essere ritornata bambina. Ho ricordato i momenti che vivevo quando ero piccola e come mi sentivo forte rispetto ad ora che sono adulta. Quindi, nel testo c’è una sorta di critica al sistema e alla società piuttosto anomala che viviamo in questo periodo».

Lo ha scritto pensando a quando si è piccoli?
«Sì, pensando ai bambini che risultano sempre innocenti, quasi come creature indifese e da proteggere, quando in realtà sono loro a proteggere noi molto spesso dalla nostra incapacità di vedere le cose in modo semplice, per come sono davvero. Loro ci riescono, sanno già chi sono, hanno il mondo tra le loro mani e lo hanno già conquistato. Ma crescere troppo spesso detronizza. “Ken e Barbie” è il posto in cui sono tornata bambina, quella forse ancora più testarda, smaliziata, astuta, della ragazza che sono oggi».
Perché la scelta di chiamarsi Tuasorellaminore?
«Sono molto legata a mia sorella minore, quindi il nome d’arte è nato per gioco, ma anche perché è l’unica persona che mi conosce bene e riesce sempre a spronarmi a tirare fuori tutta me stessa. Diciamo che è una sorta di omaggio che ho fatto a lei».
Nel brano, oltre all’elettronica, c’è una forte influenza di r‘n’b, ma anche di soul e funk. Da dove nasce la passione per questi generi musicali?
«Quando ero adolescente l’r‘n’b non era molto di moda, era ritenuto un genere “alternativo”. Personalmente ho scoperto una forte attrazione nei confronti di questa musica, sono cresciuta con l’r‘n’b degli anni ‘90 e la musica classica che mi faceva ascoltare mio padre. Ho cercato di unire questi due mondi, che spero si possano ascoltare bene nel prossimo lavoro discografico».
In virtù di questa passione, quali sono i suoi punti di riferimento artistici?
«Artisti come R. Kelly, Ginuwine, quella “scuola” americana riconducibile agli anni ‘90 e degli inizi del nuovo secolo. Negli ultimi anni anche in Europa c’è stato uno sviluppo di questo genere. È stato ripreso e stravolto ed è diventato quello che conosciamo anche in Italia e in Francia. Ascolto molto r‘n’b europeo di oggi, perché è un mix di culture e storie».
Dopo «Ken e Barbie» ha intenzione di realizzare un album?
«Sì, stiamo lavorando alla realizzazione un lavoro più completo. Ho intenzione di utilizzare nei testi anche il latino, lingua che meriterebbe di essere riconsiderata».

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