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Addio ad Aresta, fu dirigente del Pci a Bari e direttore della casa editrice «De Donato»

Aveva 75 anni. Il cordoglio del sindaco Decaro

Addio ad Aresta, fu dirigente del Pci a Bari e direttore della casa editrice «De Donato»

BARI -  È morto a Roma a 75 anni l’intellettuale e giornalista Giancarlo Aresta, uno dei protagonisti della politica barese degli Anni ‘70. Aresta, nato a Terlizzi, è stato segretario del Pci di Bari, consigliere comunale e consigliere d’amministrazione dell’Istituto autonomo case popolari. È stato dirigente della cooperativa del quotidiano comunista «il manifesto» ed è stato direttore della casa editrice De Donato, fucina della «école barisienne», la corrente culturale della sinistra meridionale della quale fecero parte tra gli altri Beppe Vacca, Mario Santostasi e Franco De Felice. È stato nel Pci fino al 1989, poi non ha condiviso la svolta di Achille Occhetto e ha scelto di rimanere su posizioni vicine a quelle di Ingrao.
Aresta lascia la moglie, Alba Sasso, ex parlamentare dell’Ulivo, e le figlie Marinella e Francesca.
«Giancarlo - ricorda alla «Gazzetta» Peppino Caldarola - era un personaggio straordinariamente novecentesco, un timido classico capace di diventare estroverso , preparatissimo e di una serietà da leggenda. Nasceva giovane assistente di ispanistica del professor Vittorio Bodini. Era una vera promessa, ma si innamorò della politica, del Pci e dell'editoria». Poi un aneddoto: «Nel 1969 occupammo a Bari la fabbrica del Calzaturificio del Sole, per difendere i diritti dei piccoli ciabattini rimasti senza lavoro. A quella lotta dedicammo un reportage per «La Sinistra», allora diretta da Lucio Colletti...».

IL CORDOGLIO DI DECARO - «Bari perde un altro protagonista della vita politica amministrativa del suo recente passato: Giancarlo Aresta. Già docente universitario e direttore della casa editrice De Donato, fine intellettuale, giornalista e opinionista, sempre in prima linea per il pluralismo e la libertà di stampa». Lo afferma il sindaco di Bari, Antonio Decaro, in una nota di cordoglio per la scomparsa dell’intellettuale pugliese.
«Giancarlo oltre al suo impegno, autorevole e appassionato, in consiglio comunale, negli anni Ottanta - afferma Decaro - sarà ricordato per le sue analisi profonde sulle dinamiche sociali e le trasformazioni della rappresentanza politica. La sua smisurata passione politica, la sua capacità di analisi, la sua coerenza e l’impegno militante lo portarono ad essere dirigente del Partito comunista, di cui è stato segretario nella nostra città negli anni difficili della contrapposizione ideologica». «Consigliere comunale, attento e sensibile alle evoluzioni della società barese, fu uno dei protagonisti delle prime esperienze di governo cittadino affidate alle formazioni laiche e di sinistra. Alla moglie Alba Sasso, alle figlie Marinella e Francesca e a quanti l’hanno conosciuto e amato - conclude Decaro - a nome mio personale e della comunità barese, giungano le espressioni del nostro profondo cordoglio e affetto».

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