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David di Donatello, candidatura anche per Diodato

Con il brano "Che vita meravigliosa", colonna sonora del film "La dea fortuna" di Ferzan Ozpetek

David di Donatello, candidatura anche per Diodato

Diciotto candidature per Il traditore di Marco Bellocchio, quindici per Il primo re di Matteo Rovere e per il Pinocchio «pugliese» di Matteo Garrone, mentre Martin Eden di Pietro Marcello ne ottiene undici. Sono i titoli che guidano la corsa nelle candidature alla 65ma edizione dei premi David di Donatello, annunciate ieri mattina nella sede Rai di Viale Mazzini. Emerge su tutti, oltre al dato abbastanza prevedibile di Il traditore di Bellocchio sulla storia di Tommaso Buscetta (già designato, senza fortuna, per gli Oscar), quello davvero straordinario de Il primo re, film eterogeneo e coraggioso che sembra aver colpito i 1600 giurati dell’Academy.
Tra gli altri film candidati, il suggestivo 5 è il numero perfetto di Igort che ha ottenuto nove candidature; Suspiria di Luca Guadagnino con sei e, infine, Bangla di Phaim Bhuiyan (prodotto dalla Fandango del barese Domenico Procacci), Il sindaco del Rione Sanità di Francesco di Leva e La dea Fortuna di Ferzan Ozpetek con quattro nomination ciascuno. Nella cinquina dei miglior film Il primo re, Il traditore, La paranza dei bambini, Pinocchio e Martin Eden.

Per il premio al migliore attore, troviamo candidati Toni Servillo, Francesco Di Leva, Alessandro Borghi, Pierfrancesco Favino e Luca Marinelli. Sul fronte femminile sono in corsa, grazie ad un ex aequo, sei attrici: Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi, Isabella Ragonese, Linda Caridi, la barese Lunetta Savino e Valeria Golino. In corsa per la migliore attrice non protagonista: Valeria Golino, Anna Ferzetti, Tania Garribba, Maria Amato e Alida Baldari Calabria. Infine; per il migliore attore non protagonista: Carlo Buccirosso, Stefano Accorsi, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio e Roberto Benigni.
Ma c’è ancora Puglia innanzitutto con il tarantino Diodato: il vincitore del festival di Sanremo 2020 è tra i candidati per la migliore canzone originale (Che vita meravigliosa) nel film La dea Fortuna di Ferzan Ozpetek. Poi il cerignolano Agostino Ferrente, che punta al miglior documentario col suo Selfie.
Insieme con le nomination, sono stati poi proclamati i primi due vincitori: il David per il miglior flim straniero è andato a Parasite, il film fresco di Oscar di di Bong Joon Ho. A Inverno del molfettese Giulio Mastromauro è andato invece il David per il miglior corto: nel filmato recita, tra gli altri, il piccolo attore barese Christian Petaroscia.
«Non avere donne in gara nelle categorie di miglior film, miglior regia e miglior regista esordiente è una constatazione evidente - spiega Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia dei David di Donatello - commentando i candidati della 65ma edizione -. Non credo sia colpa del David, facciamo di tutto per riequilibrare le quote, ma penso ci sia un lavoro da fare a livello più profondo, produttivo, per cambiare le cose».
Dice, infine, il direttore di Rai1 Stefano Coletta: «Questi David saranno per me un nuovo battesimo dopo Sanremo. Per tutti noi guardare i David è come guardare in tv gli Oscar, è una serata di grande autorevolezza e un’occasione per rimettere al centro tanti elementi cardine del servizio pubblico. Non è solo una vetrina confezionata nel miglior modo, ma vi si riflette la storia del nostro Paese».
La cerimonia di consegna dei premi andrà in onda venerdì 3 aprile, in prima serata su Rai1.

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