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«Si vive solo una volta»: dottori in allegria per il Verdone in salsa pugliese

Il film nelle sale dal 26 febbraio

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Molto Amici miei, nonostante le smentite di Carlo Verdone, un pizzico malinconico e con qualche volgarità di troppo: si presenta così Si vive solo una volta, in sala dal 26 febbraio in oltre 700 copie distribuite da Filmauro e Vision Distribution. Il nuovo film del regista romano, il 27mo, arriva a quaranta anni di distanza da Un sacco bello. Di scena una grande amicizia tra quattro medici: ovvero il primario chirurgo Umberto (Carlo Verdone), il suo assistente tombeur de femme, Corrado (Max Tortora), la ferrista Lucia (Anna Foglietta) e, infine, l’anestetista Amedeo (Rocco Papaleo). Tutti grandi professionisti in sala operatoria, ma con vite fallimentari nel privato.

Uniti da anni e molto affiatati, questi quattro amici sono un po’ ossessionati dagli scherzi la cui vittima è sempre e solo il povero e ingenuo Amedeo. Tutto si capovolge quando Umberto, Lucia e Corrado scoprono, dopo un controllo di routine, che la loro vittima preferita è gravemente ammalata, ha pochi mesi di vita. Ora il problema è come dirglielo. La soluzione viene ad Umberto: fare un viaggio tutti insieme in Puglia (riprese effettuate a Bari, Polignano a Mare, Monopoli, Conversano, Castro, Otranto e Porto Badisco, Diso e Melendugno col supporto di Apulia Film Commission) e trovare il momento in cui confidare ad Amedeo la dura verità sulle sue condizioni di salute.

«Non volevamo fare un omaggio ad Amici miei - ci tiene a dire Verdone -. Quel film aveva tutta un’altra struttura. Questo comunque - aggiunge - era davvero difficile da girare, rischiava di essere solo una storiellina, necessitava così di uno spessore. E in questo senso devo ringraziare Giovanni Veronesi che ha partecipato alla sceneggiatura insieme a Pasquale Plastino. Certo la comicità toscana di Veronesi è cinica e cattiva, mentre la mia è diversa, ma tutto questo crea un cortocircuito che secondo me funziona».

Da Verdone poi la voglia di continuare a fare film corali: «Credo che sarà questo il comune denominatore dei miei prossimi lavori. Per me è arrivato il momento di condividere i miei film con gli altri».
Soddisfazione poi da parte dell’attore-regista romano per come sta andando il cinema italiano: «Quest’anno - dice - ha ottenuto un 15-16% in più e di questo dobbiamo essere contenti. Il fatto non è casuale, oggi si lavora con più cura».
Un film triste questo Si vive una volta sola? «Certo c’è un po’ di solitudine e i personaggi sono tutti un po’ smarriti, non sono felici - dice - , ma alla fine questo lavoro lancia anche un grande segnale, quello della speranza». Scherzi nella vita di Verdone? «Ne ho fatti tanti. Uno l’ho fatto a mio figlio Paolo quando aveva otto anni. Lui giocava a calcio ed era molto bravo. Così un giorno imito la voce del procuratore di Francesco Totti e lo chiamo. Gli dico che l’ho notato e che Totti vuole vederlo. Quando ha scoperto la verità non mi ha parlato per un mese e mezzo. Ancora adesso gli chiedo perdono. Da allora ho detto basta scherzi».

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