Lunedì 06 Aprile 2026 | 09:48

Lecce, voglia di correre aspettando l’Atalanta. Di Francesco carica: «Sappiamo dover migliorare in zona gol»

Lecce, voglia di correre aspettando l’Atalanta. Di Francesco carica: «Sappiamo dover migliorare in zona gol»

Lecce, voglia di correre aspettando l’Atalanta. Di Francesco carica: «Sappiamo dover migliorare in zona gol»

 
Pierpaolo Verri

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Pierpaolo Verri

Lecce, voglia di correre aspettando l’Atalanta. Di Francesco carica: «Sappiamo dover migliorare in zona gol»

Il Lecce riparte dal «Via del Mare» per la sfida contro l’Atalanta e il tecnico Eusebio Di Francesco suona la carica in vista dell’incontro in programma oggi alle 15

Lunedì 06 Aprile 2026, 07:42

«Andiamo in campo per fare del nostro meglio, per rispetto del nostro lavoro quotidiano, dei nostri tifosi e della maglia che indossiamo». Archiviata l’ultima sosta del campionato, il Lecce riparte dal «Via del Mare» per la sfida contro l’Atalanta e il tecnico Eusebio Di Francesco suona la carica in vista dell’incontro in programma a pasquetta.

In casa giallorossa c’è la voglia di ottenere un risultato positivo davanti al proprio pubblico dopo le due sconfitte contro Napoli e Roma. «Sono state buone prestazioni, malgrado il risultato - dice il tecnico - siamo stati sfortunati in zona gol, ma mi auguro che il trend possa cambiare. Non mi piace dire che mancano otto finali, dobbiamo pensare a noi stessi e a fare il massimo, mettendo in campo le nostre migliori qualità».

Che Lecce servirà allora contro l’Atalanta? «Serve la voglia di combattere su ogni pallone - spiega Di Francesco - provando a essere più concreti in fase offensiva. Sono aspetti che alleniamo tutti i giorni, ma ciò che conta è riuscirci in partita. Dobbiamo essere attaccati al risultato, partendo però dalle prestazioni. Ultimamente abbiamo pagato a caro prezzo le disattenzioni, ma adesso mancano sempre meno partite e abbiamo sempre più bisogno di punti».

Fra la squadra salentina e un risultato positivo c’è però un avversario temibile, che in attacco farà affidamento sul grande ex Krstovic: «L’Atalanta ha grande fisicità e porta la partita sui duelli. Più duelli riusciremo a vincere, maggiori saranno le possibilità di ottenere un risultato positivo. Hanno avuto alti e bassi, ma sono la squadra italiana che ha fatto più strada in Champions League. Hanno fatto grandi investimenti, acquistando anche il nostro ex attaccante. Rispetto al passato, giocano un 3-4-2-1 con atteggiamenti differenti, ma l’idea di calcio è simile, hanno grandissime potenzialità».

Quanto alle scelte di formazione, Di Francesco dovrà fare lo slalom fra le assenze. Mancheranno certamente gli infortunati Gaspar, Berisha, Sottil e Camarda, quest’ultimo è però rientrato a Lecce e lunedì assisterà alla gara contro l’Atalanta, prima di far rientro a Milano per la fase di riabilitazione a seguito dell’infortunio alla spalla destra. L’ex Milan, come da programma, si aggregherà successivamente al gruppo per il finale di stagione. «Voleva stare al nostro fianco - spiega il mister - è venuto a trovarci durante l’allenamento, ci ha fatto una bella sorpresa. Si metterà la sciarpa al collo e verrà a fare il tifo per noi allo stadio lunedì, poi per il suo rientro valuteremo più avanti. Siamo contenti di averlo qui con noi, è una presenza positiva per il gruppo».

In dubbio, invece, la presenza di altre pedine fondamentali nell’undici titolare: «Al momento Gallo è il calciatore più a rischio. Coulibaly sta recuperando e può rientrare fra i convocati. Sta meglio anche Veiga, che ha svolto tutto l’ultimo allenamento assieme alla squadra. Abbiamo delle situazioni da valutare, ma non cerchiamo alibi. Cercheremo di dare continuità al nostro lavoro, non ci saranno stravolgimenti. Chiaramenti bisognerà leggere delle situazioni che possono verificarsi in partita, in avanti l’assenza di Sottil ci porta ad avere meno soluzioni, se dovesse esserci la necessità adatteremo qualche centrocampista più offensivo».

Infine, Di Francesco si inserisce nel dibattito successivo alla mancata qualificazione della nazionale italiana dai prossimi mondiali di calcio: «Al momento ho altri pensieri per la testa, rispetto alla nazionale italiana. Per quanto riguarda, invece, il calcio italiano, dobbiamo spingere verso un maggiore coraggio. Io ai miei calciatori dico di non buttare la palla. Non parlo tanto della fisicità, che non credo manchi anche nelle altre squadre europee. Anche i calciatori abili nel dribbling hanno molta forza nelle gambe. Condivido il concetto per cui si debbano inserire giocatori che desiderano l’uno contro uno, ma il coraggio deve partire dal sistema, altrimenti alle prime difficoltà si tarpano le ali a questo tipo di calciatori. Come facciamo a osare se poi siamo i primi che accusano chi gioca in un certo modo? Il calcio italiano credo che abbia le qualità, poi ci vuole anche un po’ più di fame da parte dei giovani calciatori desiderosi di arrivare ad alto livello. Io sprono tutti i ragazzi sul miglioramento, ma ricordiamoci che l’apprendimento migliore si ha alla fonte, quando si hanno 12 o 13 anni. È lì che si migliora nella tecnica e nella coordinazione».

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