Domenica 05 Aprile 2026 | 18:10

Foggia, il commerciante gambizzato per un orologio rubato aveva negato tutto: «Hanno rapinato il mio amico, non me»

Foggia, il commerciante gambizzato per un orologio rubato aveva negato tutto: «Hanno rapinato il mio amico, non me»

Foggia, il commerciante gambizzato per un orologio rubato aveva negato tutto: «Hanno rapinato il mio amico, non me»

 
Foggia, il commerciato gambizzato per un orologio rubato aveva negato tutto: «Hanno rapinato il mio amico, non me»

L’indagine di Dda, squadra mobile e carabinieri sfociata il 25 marzo nel fermo di 4 foggiani, racconta per l’ennesima volta come pm e investigatori debbano mettersi a caccia prima delle vittime, spesso restie a denunciare

Domenica 05 Aprile 2026, 13:34

15:41

“Non ho denunciato l’accaduto perché a me non mi hanno preso niente, al mio conoscente hanno rubato un Rolex Submariner di 10mila euro. E non ho denunciato anche perché vista la situazione di Foggia temevo che mi facevano qualcosa. Non sono in grado di riconoscere i rapinatori perchè erano mascherati”. L’ha raccontato alla polizia il commerciante molisano che, invece per quanto è agli atti delle indagini, avrebbe a sua volta subito la rapina di un orologio “Patek Philippe” del valore di 160mila euro. L’ha riferito agli investigatori una persona che era in sua compagnia e che a sua volta non ha denunciato la rapina. L’indagine di Dda, squadra mobile e carabinieri sfociata il 25 marzo nel fermo di 4 foggiani - Danilo Barbaro, Ciro Spinelli, Luca Pompilio, Giuseppe Bruno - accusati a vario titolo di tentata estorsione, lesioni e armi con l’aggravante del metodo mafioso, racconta per l’ennesima volta come pm e investigatori prima ancora di identificare i responsabili dei reati, debbano mettersi a… caccia delle vittime spesso restie a denunciare.

Secondo la ricostruzione dell’accusa basata su intercettazioni e testimonianze, alle 16.30 del 14 marzo scorso 2 rapinatori a volto coperto e armati di pistola rapinarono in via Lucera a Foggia il “Patek Philippe” al commerciante molisano e il “Rolex Submariner” al commerciante foggiano mentre erano in auto insieme a una terza persona, un imprenditore brindisino. La rapina non fu denunciata. Il commerciante molisano per recuperare il “Patek Philippe” si sarebbe rivolto subito a elementi della criminalità cerignolana che contattarono il mafioso foggiano Barbaro, in quei giorni ai domiciliari a Campomarino per droga, che in cambio della mediazione avrebbe chiesto una cifra tra i 50 e gli 80mila euro. Barbaro si attivò subito; contattò il commerciante foggiano sospettandolo d’aver attirato in trappola il collega molisano per consentire la rapina simulando a sua volta d’essere stato derubato; gli intimò di restituire il “Patek Philippe”; quando il commerciante foggiano negò d’aver l’orologio, ordinò a Spinelli (a sua volta in quei giorni detenuto ai domiciliari a Foggia per droga) di gambizzarlo. Il ferito alle 21.30 del 14 marzo si presentò in pronto soccorso e disse d’essere stato sparato in via Volta da uno sconosciuto. Dda e investigatori che avevano seguito passo passo la vicenda grazie alle intercettazioni in corso su Barbaro e Spinelli, ricostruirono l’antefatto (la rapina e chi fosse in auto); le intimidazioni al commerciante foggiano; la gambizzazione.

Interrogato a distanza di qualche giorno, il commerciante molisano disse: “L’ultima volta che sono venuto a Foggia è stato sabato 14 marzo. Sono venuto per incontrare il mio amico…“ (il commerciante foggiano gambizzato qualche ora dopo) “al quale dovevo consegnare del vino. Ci conoscemmo 5/6 anni fa su gruppi social appassionati di orologi. Ho orologi di valore, in passato ho venduto diversi Rolex. Mi sono visto con…” (il commerciante foggiano) “che era con un suo amico che mi ha pagato il vino. Erano le 16.30/17. Stavamo in auto in via Lucera quando è sopraggiunto uno scooter con 2 persone. Il passeggero aveva maschera, occhiali, casco, guanti e una pistola. Ci ha intimato di consegnare quello che avevamo. Io non gli davo nulla, invece a…” (il commerciante foggiano) “ha rubato un Rolex Submariner del valore di 10mila euro. Me l’ha detto lui perché io non ho visto mentre glielo asportava. Anche al suo amico i malfattori non prendevano niente. Non ho denunciato l’accaduto perché non mi hanno preso niente. E anche perché vista la situazione di Foggia temevo che mi facevano qualcosa in futuro”.

Il suo racconto diverge però da quello dell’amico del commerciante foggiano, un imprenditore brindisino con interessi in Capitanata. “Il pomeriggio del 14 marzo mi sono incontrato con il mio amico...” (il commerciante foggiano) “perché dovevo acquistare del vino da un suo conoscente” (il commerciante molisano). “Ci siamo messi nella macchina del mio amico. Il commerciante molisano mi ha mostrato 2 orologi marca ‘Patek Philippe’ di 150mila e 75mila euro. Mentre me li mostrava l’ho sentito urlare, poi ho visto una persona mascherata e con pistola entrare in auto dalla mia parte e impossessarsi dell’orologio, quello da 150mila euro, che mi aveva mostrato il molisano e che io stavo provando. Inoltre il rapinatore si impossessava del Rolex Submariner del mio amico” (il commerciante foggiano) “del valore di 10/15mila euro.

Il rapinatore non è riuscito a prendere anche il Patek Philippe del valore di 75mila euro perché quando lui e il complice sono andati via, il commerciante molisano ha detto d’essere riuscito a salvare quell’orologio. Perché non ho denunciato l’accaduto? Perché ho avuto paura di finire sotto scorta, in quanto sono parente di…” (un imprenditore vittima del racket che vive sotto scorta) “e per anni la mia famiglia è stata scortata, fin quando io ho rinunciato alla scorta essendo stanco di quella vita. Non sono in grado di riconoscere i rapinatori perché erano travisati. Con il mio amico” (il commerciante foggiano) “mi sono sentito telefonicamente lunedì 16 marzo e mi ha detto che era stato sparato. Terrorizzato, ho chiuso il telefono senza fare ulteriori domande”.

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