Non c’erano dubbi sulla strettissima necessità di presentarsi al via del mercato con le idee chiare. La classifica e le pessime prestazioni del Bari non lasciavano spazio a divagazioni, soprattutto temporali. Non è un caso che, alla ripresa degli allenamenti dopo la sosta natalizia, Vincenzo Vivarini abbia già avuto a disposizione il primo rinforzo. Andrea Cistana arriva per puntellare una difesa fin qui impresentabile. Classe 1997, vanta anche una convocazione in nazionale (novembre 2019) quando sulla panchina azzurra c’era Roberto Mancini e lui si apprestava a vivere la seconda stagione a Brescia. Con le «rondinelle» non sono state, evidentemente, tutte rose e fiori. Anche un’amarissima retrocessione in serie C (2023) dopo la sconfitta contro il Cosenza ai playout. Fino al fallimento del Brescia di Cellino e lo svincolo contrattuale che lo ha portato a firmare con lo Spezia, con il quale ha collezionato appena sette presenze in questa stagione.
Cistana dovrà alzare il livello qualitativo di un reparto che ha quasi del tutto fallito la sua missione. Ad eccezione di Cerofolini, fin qui su buoni livelli, tutti le operazioni in entrata riguardanti il pacchetto arretrato si sono rivelate fallimentari. Nikolaou, il caso più emblematico. Il centrale greco non ne ha azzeccata una, letteralmente. Confermando la tendenza negativa emersa nella parentesi a Palermo. Meroni è andato un tantino meglio, una presenza più palpabile. Ma, nel complesso, un difensore inadeguato per una piazza come Bari. Burgio, poi. Sulla carta, il vice Dorval. Peccato che sia rimasto fuori anche quando l’esterno franco-algerino era fuori uso. Lo stesso Dickmann non ha mai convinto appieno. Qualche assist, un gol... ma anche una conclamata fragilità difensiva. E per fortuna che Pucino è rimasto. Era nella lista dei partenti anche lui. Di gran lunga il più affidabile, anche sul piano caratteriale.
Magalini e Di Cesare hanno, dunque, cominciato dalle retrovie. Ma non perché ci fosse una scala di urgenze. A questo Bari serve trovare, e alla svelta, un’anima. E le squadre, si sa, hanno nel centrocampo il vero «motore». Lì in mezzo... i conti non tornano. Verreth, pesantemente condizionato dal dolore per la perdita del figlioletto, ha deluso le attese. Regia troppo scolastica, passo lentissimo... tutto tranne che un leader. Male anche Maggiore, al netto di qualche buon inserimento. Braunoder corre ma resta leggerino e tecnicamente inadeguato. Darboe, fin qui, ingiudicabile per via di ripetuti problemi fisici. Deludente Pagano, un ragazzo che si è perso in una discontinuità e in una leggerezza inaccettabile alla sua età. Servirebbero un paio di pedine. Di sostanza, evidentemente. Gente col «pelo», personalità e coraggio da vendere. Per aggiungere fisicità, il mirino è su Emil Bohinen, 26enne del Genoa, ora poco utilizzato a Venezia: il Bari sta provando a superare la concorrenza di un club scozzese.
Pare che Vivarini abbia chiesto qualcosa anche per l’attacco. Nove gol in tre (Moncini, Gytkjaer e Cerri) ma, fatta eccezione per il promettente avvio del primo, ma nessuno realmente convincente. Anche per lo scarso grado di pericolosità garantito dalla squadra, sempre abbastanza piatta e con pochissimi slanci. Partipilo ha fallito l’operazione rilancio.
A Vivarini piacerebbe una seconda punta in grado di accendere gli ultimi venti metri. Giuseppe Caso (27enne del Modena) è in cerca di rilancio e sembra ormai convinto ad accettare la proposta dei Galletti: l’accordo potrebbe arrivare già nelle prossime ore sulla base del prestito con diritto di riscatto. Il problema è che al Bari nessuno può permettersi salti nel buio. Parliamo di un calciatore che ha fatto bene a Frosinone ma che nelle ultime stagioni si è perso. Un’altra scommessa all’orizzonte?















