LECCE - «I fischi riservati al Lecce domenica scorsa, al termine della gara con il Venezia, sono stati la reazione di tifosi innamorati della propria squadra, ma delusi dal risultato. Dopo cinque sconfitte di fila, i supporter salentini si aspettavano una vittoria, che purtroppo non è arrivata. Così hanno manifestato il proprio malumore, il timore che la stagione non si concluda con la salvezza. Ma non ho alcun dubbio circa il fatto che, nelle restanti sette partite, inciteranno Baschirotto e compagni dal primo all’ultimo minuto, garantendo quel calore che non hanno fatto mancare mai». A parlare è Pasquale Bruno, cresciuto calcisticamente nel vivaio del Lecce sino ad approdare nella formazione maggiore, con la cui casacca ha giocato dal 1979/1980 al 1982/1983, per poi indossarla di nuovo nella seconda metà dell’annata 1994/1995. Nella sua carriera, l’ex difensore nato a San Donato, quindi salentino doc, ha vestito anche la maglia della Juventus, prossima rivale dell’undici allenato da Marco Giampaolo, dal 1987/1988 al 1989/1990.
«Il momento non è semplice, ma è possibile venirne fuori - prosegue Bruno -. In questa fase difficile, la compattezza è fondamentale. Non ho alcun dubbio circa la professionalità dei calciatori giallorossi, ma mi aspetto che facciano uno sforzo ulteriore, che evitino le esternazioni sui social, che non rilascino dichiarazioni, che facciano una vita il più possibile ritirata, che si stringano l’uno all’altro. Nelle fasi critiche tutto ciò era utile ai miei tempi e lo è ancora oggi. Essere concentrati solo sull’obiettivo da raggiungere può dare uno slancio ulteriore».
Il calendario non aiuta il Lecce. Dietro l’angolo c’è la trasferta in casa della Juventus (sabato, alle 20,45). Oltre ai bianconeri, negli ultimi sette match il team salentino dovrà vedersela con altre big del calibro di Atalanta, Napoli e Lazio, oltre a Como e Verona. «Tudor ha “quadrato” la “Vecchia Signora” che, tra l’altro, ha la medesima necessità di punti dei giallorossi, ma per centrare la qualificazione alla prossima Champions. La gara è senza dubbio complicatissima perché, sul piano della qualità, la differenza è enorme. Nel calcio, però, non sempre vince chi vanta la cifra tecnica più elevata. Contano anche altri aspetti. I salentini dovranno metterci coraggio, corsa, attenzione. Domenica, ho assistito al match di serie A2 di basket Torino-Cantù, vinto dai padroni di casa. Ebbene, a fine incontro, il coach Moretti sottolineava come fosse stato favorevolmente colpito dai propri uomini che, nel momento in cui stavano soffrendo, hanno tirato fuori l’anima, riuscendo ad arrivare sempre prima dei propri avversari sul pallone. È ciò che deve provare a fare il Lecce contro la Juventus, dal primo minuto. Poi toccherà a Giampaolo stabilire se impostare la fase di possesso con la costruzione dal basso oppure affidandosi ai lanci lunghi».
Chiediamo a Bruno quale sarebbe la sua scelta in proposito: «Sono per un sano pragmatismo. Non penso che Baschirotto, Gaspar e Gallo abbiamo le caratteristiche per uscire dalla propria area con il fraseggio. Quindi, preferirei che si provasse a cercare Krstovic, con Morente, Pierotti ed uno o due centrocampisti a supporto. Ranieri ha rilanciato alla grande la Roma senza chiedere ai propri difensori di avviare costantemente l’azione dalla propria area».
L’ex calciatore di San Donato, che nella Juventus ha giocato con Gaetano Scirea, Antonio Cabrini, Michael Laudrup e Ian Rush, non ha dubbi sul nome della formazione per la quale tiferà sabato: «Tutta la vita per il Lecce. Parliamo delle mie radici, calcistiche ed umane. Quello bianconero è un grande club, che mi ha dato una opportunità importante nella mia carriera. Ho giocato accanto a grandi campioni ed ho avuto grandi dirigenti ed allenatori, ma anche uomini di spessore, come l’Avvocato Agnelli, Boniperti e Zoff. Ma io sono salentino».
Infine, Bruno torna sul calendario in salita del Lecce: «Quando mi sono cimentato nella “Hero Dolomites”, la maratona di mountain bike più dura e spettacolare al mondo, con un dislivello di circa 4.700 metri, non ho mai guardato verso l’alto, il percorso da coprire. Se lo avessi fatto sarei rimasto atterrito. Ho compiuto dieci metri alla volta. Ebbene, per i giallorossi dovrà essere la stessa cosa. Ora c’è la Juventus. Poi si penserà al confronto seguente. Ogni gara dev’essere considerata come una occasione per tentare di ottenere un mattoncino utile a restare in A. Per evitare il terz’ultimo posto, prevedo una lotta tra Parma, Lecce ed Empoli».
















