Ancora una prova di sostanza, per il Lecce, contro una delle big del campionato. Ma, proprio come a Napoli, non ha raccolto punti e non ha mosso quindi la classifica, pagando una sbavatura in avvio di ripresa. In questo caso, però, i salentini hanno dimostrato personalità nel tentativo di pareggiare ed hanno creato due palle gol clamorose nella medesima azione, con un salvataggio di Svilar su N’Dri ed uno sulla linea di porta di Ghilardi su Pierotti. Inoltre, si sono procurati altre tre-quattro situazioni potenzialmente molto pericolose. Ma non è bastato per strappare un risultato utile contro una Roma ferita dall’eliminazione subita in Europa League ad opera del Bologna, ma che, a dispetto delle assenze (ne accusava diverse anche l’undici diretto da Di Francesco), vanta comunque tanta qualità. La speranza dell’ambiente è che, esprimendosi in questa maniera, prima o poi per la formazione salentina arrivi un colpaccio anche contro un team di prima fascia.
«Considerate le due prestazioni sfoderate nelle ultime due uscite c’è rammarico per non avere conquistato punti - esordisce il trainer del Lecce nel commentare l’andamento del match - Oggi abbiamo creato anche di più rispetto al confronto con il Napoli ed abbiamo avuto una doppia opportunità nitida, nella quale magari è mancato anche un pizzico di fortuna. Di contro, siamo stati ingenui in occasione del gol che abbiamo incassato. Inoltre, nella fase difensiva siamo stati molto bravi per lunghi tratti, mentre avremmo avuto bisogno di maggiore lucidità nella gestione della palla».
Il Lecce ha stentato ad innescare Banda, che è sembrato, a sua volta, sottotono: «Il ragazzo era reduce da una settimana alquanto complicata, nella quale si è allenato bene solo alla vigilia della trasferta di Roma. Quindi non era al meglio. Tra l’altro non avevo molte alternative, stante l’assenza di Sottil. N’Dri è entrato benissimo in campo ed inserendosi nell’area avversaria ha innescato l’azione nella quale Svilar ed Hermoso hanno salvato la loro porta». Per lo schieramento salentino presto arriveranno gli scontri con le dirette rivali nella corsa-permanenza, ma nei prossimi due turni andranno affrontate prima l’Atalanta, al “Via del Mare”, e poi il Bologna, in campo avverso: «Per noi la gara più importante è sempre quella seguente. Dobbiamo tentare di muovere la classifica contro tutte le rivali. Pertanto, bisogna pensare una sfida alla volta, lavorando per consolidare le prove che abbiamo tirato fuori nell’ultimo periodo, anche contro formazioni che hanno una caratura superiore alla nostra perché costruite per altri traguardi. Poi dovremo essere all’altezza nelle partite con i team che sgomitano per la permanenza».
Il problema del Lecce, dall’inizio della stagione, è sempre il medesimo, in quanto stenta ad andare in rete e segna con il contagocce. Negli ultimi otto turni servirebbe cambiare registro e fare qualche “centro” in più: «Sappiamo di dovere migliorare sotto questo profilo ed in allenamento stiamo insistendo su questo aspetto dall’inizio del torneo. Bisogna essere meno frenetici nelle scelte, avere maggiore lucidità, ma per riuscirci conosco solo una trada che è quella di lavorarci su quotidianamente. Il rovescio della medaglia è costituito dai gol subiti, un dato nel quale, di contro, siamo tra le migliori squadre della seconda parte della graduatoria».















