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Il Bari pensa positivo alla pari col Sassuolo, ma ora il salto di qualità

Il Bari pensa positivo alla pari col Sassuolo, ma ora il salto di qualità

Il Bari pensa positivo alla pari col Sassuolo, ma ora il salto di qualità

 
antonello raimondo

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antonello raimondo

Il Bari pensa positivo alla pari col Sassuolo, ma ora il salto di qualità

Sabato sera al «San Nicola» ci sarà da fare i conti con la Salernitana, reduce da una preziosissima vittoria contro il Modena ma ancora invischiata nei bassifondi della classifica

Martedì 11 Marzo 2025, 12:45

BARI - Quando riesci a bloccare la capolista, per giunta a domicilio, non può che essere una bella notizia. Dentro, c’è un po’ di tutto. Carattere, personalità, senso tattico, anche coraggio quando s’è trattato di andare a «prendere» gli avversari fin sulla trequarti. Primo tempo quasi perfetto, ripresa prevedibilmente più timida anche per la crescita esponenziale di un Sassuolo che aveva cominciato con ritmi sonnecchianti. Punto pesante in una giornata che non ha regalato scossoni. È rimasto un po’ tutto com’era. Giochi apertissimi, all’orizzonte nove giornate di fuoco. In vetta e lì sotto.

Un’occasione persa? Guardando il minuto del gol emiliano verrebbe da dire «sì». Ma, nel complesso, il risultato non mente. Meglio il Bari nei primi 45’, il Sassuolo dall’intervallo fino alla fine. Certo, quando manca pochisismo alla fine (7’ più recupero) e sei in vantaggio... normale che ti «girino». Però, poi, ci ripensi e capisci che va bene lo stesso. E che l’eredità di questa sfida in terra emiliana può contenere spunti di fiducia.

C’è un però, come spesso accade. L’atteggiamento del Sassuolo toglie un pizzico di valenza alla prestazione del Bari. Ritmi lenti, atteggiamento molle, qualche «big» con le ruote a terra (Berardi e Laurientè su tutti). Nello sport funziona così, tu riesci a fare anche quello che l’avversario ti consente. E l’avversario, oggettivamente, ha consentito parecchio. Non è nemmeno la prima volta che la squadra di Grosso regala la sensazione di un’entità imperfetta, a dispetto di numeri da record. Tante individualità, ma uno scarso senso di squadra nell’accezione più profonda. Chi segue le vicende neroverdi parla di un Sassuolo che ha spesso vinto sfruttando le giocate dei singoli, ma quasi mai convincente e realmente dominante. Quello che di buono ha fatto il Bari, insomma, era riuscito anche ad altre squadre nel recente passato. Certo, non aver perso è indubbiamente una grande nota di merito. Molto più di non aver subito la potenza di fuoco della capolista.

Serviranno altri esami per poter credere che il Bari è vicino al salto di qualità. Il Sassuolo non gioca come si fa in B... ma nemmeno un po’. Ecco, la «partita» si gioca proprio qui. E il calendario, da questo punto di vista, propone subito una sfida interessante. Sabato sera (fischio d’inizio alle 19,30) al «San Nicola» ci sarà da fare i conti con la Salernitana, reduce da una preziosissima vittoria contro il Modena ma ancora invischiata nei bassifondi della classifica (penultimo posto, meglio solo del Cosenza che, però, senza la penalizzazione di quattro punti, sarebbe molto più su). Ci sarà da fare la partita, in sintesi. Da mostrare una fase offensiva convincente e una più efficace gestione delle energie. Al di là della forza del Sassuolo, è accaduto spesso che il Bari calasse alla distanza. Ci sta, evidentemente. Nessuna squadra regge 90’ a ritmi alti, specie se (come il Bari) ti avventuri nel dispendiosissimo «uomo contro uomo» a tutto campo. Però si può e si deve fare meglio. Magari provando ad alzare il livello nella fase di possesso. Il rilancio di gente come Falletti e Pereiro sarebbe manna dal cielo. A Longo l’ingrato compito.

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