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Il Lecce batte il Pescara 2-0. Scontri fra tifosi prima del match, feriti

Le reti, entrambe nel primo tempo, di La Mantia e Mancosu. Prima della partita il pullman degli ultras abruzzesi è stato preso d'assalto in un'area di servizio

Il Lecce batte il Pescara 2-0. Scontri fra tifosi prima del match, feriti

Il Lecce ha battuto 2-0 il Pescara nel posticipo della serie B di calcio. Le reti, entrambe nel primo tempo, sono state segnate da La Mantia al 13' e Mancosu al 37'.

Brutta avventura per i tifosi del Pescara che ieri sera intorno alle 19 a una quindicina di chilometri da Lecce, nei pressi di Squinzano (Lecce) sulla SS Brindisi-Lecce, in un’area di servizio dove, secondo le notizie confermate anche dalle forze dell’ordine, sarebbero entrati in contatto con i supporter leccesi. Nei tafferugli scoppiati alcuni tifosi adriatici sarebbero rimasti leggermente feriti. Solo un tifoso del Pescara avrebbe avuto conseguenze peggiori. Ad evitare il peggio fortunatamente la presenza di agenti della Polizia di Stato della Questura di Pescara che erano in servizio di scorta ai tifosi abruzzesi.

Sono stati dimessi e guariranno in dieci giorni i due tifosi pescaresi feriti ieri sera nell’assalto al pullman dei supporter abruzzesi - con lancio di sassi e colpi di mazza - compiuto prima della partita Lecce-Pescara sulla statale Brindisi-Lecce, nei pressi dello svincolo per Taurisano. Si tratta di due uomini di 37 anni e 32 anni. Il primo era stato ricoverato al Vito Fazzi con una ferita lacero contusa al cuoio capelluto, causata probabilmente dallo scoppio di una bomba carta. Il secondo, invece, era stato ricoverato all’ospedale di San Pietro Vernotico con una ferita lacero-contusa.
E’ stato dimesso anche l’automobilista investito casualmente da un’auto in retromarcia: era sceso dal suo veicolo per accertarsi di cosa stesse accadendo. Ha riportato un trauma cranico commotivo, una ferita lacero contusa alla testa e una contusione al torace. La prognosi è di 15 giorni.

L’agguato è stato compiuto intorno alle 20. Poco prima un equipaggio della Polizia stradale aveva agganciato la scorta tecnica composta dai poliziotti della Questura di Pescara con al seguito la carovana dei tifosi pescaresi. Giunti a circa 20 chilometri da Lecce, dalle siepi della carreggiata, è uscito un gruppo di circa 50-70 tifosi leccesi, travisati e incappucciati, muniti di torce e fumogeni, che ha invaso la strada subito dopo il passaggio della prima autovettura di scorta e mentre transitava il convoglio dei tifosi del Pescara.
Secondo quanto riferito dalla Questura di Lecce, i tifosi leccesi hanno lanciato un bengala sotto una delle auto pescaresi in transito, che ha preso fuoco ed ha costretto il conducente a fermarsi. E’ stato così bloccato anche il pullman dei tifosi abruzzesi. Il bus è stato fatto oggetto di lancio di sassi e colpi di mazza che hanno provocato la rottura del parabrezza anteriore ed il vetro del lato conducente. L’immediato arrivo delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco ha scongiurato il peggio.
Sono in corso le indagini, da parte della Digos, per individuare gli autori dell’agguato, anche con l’ausilio di immagini di videosorveglianza e delle riprese fatte dal personale della Polizia Scientifica.

LA POLIZIA: «BISOGNA ANNULLARE LA PARTITA» - «La partita Lecce-Pescara deve essere annullata, e si deve rigiocare a porte chiuse. L’incontro di andata aveva fatto già registrare incidenti e la trasferta doveva essere impedita. La sicurezza riguarda tutti e dipende da tutti, e tutti devono assumersi le proprie responsabilità, compresi Federazione, club e tifoserie che devono allontanare, scacciare e neutralizzare i delinquenti le cui azioni compromettono gli interessi e i diritti di tutti». Lo propone Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione Sindacale della Polizia di Stato, dopo gli incidenti di ieri sera prima dell’incontro di calcio Lecce-Pescara.
«Quanto accaduto ieri sera - sostiene - è talmente assurdo e grave che di peggio troviamo solo una cosa, e cioè che nonostante ciò che è avvenuto, si sia continuato a giocare come nulla fosse, senza che lo scioccante agguato ai tifosi ospiti abbia avuto conseguenze. Quelli del calcio e delle tifoserie non sono due mondi disgiunti, sono legati e totalmente interdipendenti, anzi sono due parti dello stesso pianeta, e fino a che i club e l’intero circuito delle partite non si faranno carico della degenerazione totale di fenomeni ormai criminali a tutti gli effetti non ci sarà via d’uscita». «Fare sicurezza in questo modo - conclude - è al limite dell’impossibile. Ci sono situazioni in cui il pericolo, l'allarme vero e proprio, sono noti già anticipatamente e chiaramente, eppure nessuno si assume la responsabilità di porre un freno alla delinquenza e all’illegalità che si manifestano in circostanze precise ed evitabili». 

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