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LECCE - «Tra Ascoli e Lecce, a fare meglio è stata la formazione salentina, che però ha pagato a caro prezzo il gol realizzato con furbizia da Ardemagni, che ha indirizzato la gara in favore del team marchigiano, senza che la formazione allenata da Liverani riuscisse a reagire nella maniera giusta»: a parlare è Giuseppe Di Bari, ex direttore sportivo del Foggia, che sabato scorso ha assistito al match tra bianconeri e giallorossi dalla tribuna dello stadio «Del Duca».

«Avevo già seguito il Lecce in tv nelle precedenti uscite contro Benevento e Salernitana, nelle quali mi ha fatto un’ottima impressione - nota Di Bari - Di contro, non avevo ancora visto all’opera l’Ascoli, che a leggere le cronache sembrava un po’ in difficoltà. Ebbene, il campo ha confermato che i marchigiani hanno ancora diversi problemi da risolvere, ma intanto hanno messo da parte tre punti preziosi. I salentini, dal canto loro, pur non essendo stati brillanti come nei primi due incontri, hanno dettato i ritmi della sfida per lunghi tratti. Hanno avuto però il grave torto di non essere incisivi quando hanno creato dei pericoli nell’area avversaria e poi, in occasione del gol, hanno pagato una disattenzione».

Nelle tre gare sin qui passate in archivio, per il Lecce, la costante è stata incassare una o più reti determinanti, una volta superata la metà della ripresa. «Quando simili episodi si ripetono, evidentemente dipende da qualche distrazione determinata da un abbassamento della soglia della concentrazione - nota Di Bari - Conoscendo ed apprezzando Liverani, sono certo che abbia già lavorato e che continuerà a farlo, su questi aspetti. Per il resto, pur essendo una compagine totalmente rinnovata, quella salentina è una squadra che ha concetti di gioco ben chiari. È un peccato che abbia lasciato per strada diversi punti pesanti, in quanto contro Benevento e Salernitana avrebbe meritato di imporsi e ad Ascoli, se c’è stato uno schieramento che avrebbe meritato qualcosa di più questo è stato senza dubbio il Lecce».

Dietro l’angolo, per Andrea Arrigoni e compagni c’è la sfida casalinga con il Venezia. «Quella veneta è una buona formazione, ma l’undici salentino ha i mezzi per venire a capo della contesa, soprattutto se riuscirà a lasciarsi alle spalle le tossine derivanti dalla delusione patita ad Ascoli - sottolinea l’ex direttore sportivo del Foggia - Il Lecce deve essere convinto dei propri mezzi ed applicare i concetti di gioco sin qui messi in mostra, cercando di essere più cinico in fase conclusiva e più attento nella fase di non possesso. Si tratta di perfezionare i vari meccanismi ed occorre pazienza».

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