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FOGGIA - La quaterna al Carpi, illusione di fine estate. Il poker di reti contro gli emiliani, alla prima giornata, aveva dato gas al Foggia e ai suoi tifosi, convinti che quel successo avrebbe avviato la rapida risalita dei rossoneri dal fondo della classifica. Invece, da allora sono seguite tre sconfitte consecutive e la squadra allenata da Gianluca Grassadonia è già in un momento piuttosto critico, distante otto lunghezze dalla zona-salvezza, zavorrata dalla penalizzazione all’ultimo posto.

Stop immeritato, l’altro ieri, a Pescara. Abruzzesi vittoriosi 1-0 grazie al gol realizzato nella ripresa da Gravillon, pochi minuti dopo il calcio di rigore fallito da Mazzeo. Persiste, per il club rossonero, la maledizione dell’Adriatico: a Pescara, in serie B, 12 sconfitte ed un pareggio, vittorie zero. «E’ incredibile – commenta il capitano del Foggia, Cristian Agnelli -. Ultimamente il Pescara è la nostra bestia nera. Abbiamo perso due partite su due nel campionato scorso, e anche stavolta ci è andata male. Anche in quest’ultimo confronto, siamo stati condannati da un episodio. Voglio spezzare una lancia a favore di Fabio Mazzeo.

Dopo il rigore sbagliato siamo andati tutti ad abbracciarlo: può succedere».
Risultato severo, ma i numeri dicono che il Foggia ha avuto finora un rendimento al di sotto delle attese e delle sue possibilità: 4 sconfitte in 5 partite ufficiali, inclusa la gara casalinga di Coppa Italia contro il Catania; 7 reti segnate (di cui 4 su palla inattiva) e 12 incassate. La prova di Pescara ha fornito progressi sul piano della manovra, del fraseggio, della tenuta del campo: rossoneri più corti e compatti, ma resta l’impressione di una squadra che fa fatica a sprigionare il suo potenziale offensivo e a ed essere incisiva ed efficace sotto porta. Occorre capire se ciò accade perché non tutti i calciatori sono al top della forma, perché si è ancora in una fase di rodaggio e le intese vanno affinate, o se perché il sistema di gioco, per come viene interpretato (atteggiamento troppo prudente) e le caratteristiche dei giocatori, non è l’abito congeniale a questo Foggia.

Ieri la ripresa degli allenamenti. Mercoledì, alle 21, la prova d’appello: sfida al Padova, allo Zaccheria. Una gara in cui Grassadonia si giocherà già parecchio. «Ci eravamo ripromessi di scendere in campo liberi mentalmente, a Pescara, e ci siamo riusciti – osserva Agnelli, che ieri ha compiuto 33 anni -. Peccato che il risultato non ci abbia dato ragione. Avremmo meritato sicuramente di più. Siamo tornati a casa con molte indicazioni positive, e da queste dobbiamo ripartire. E’ il settimo anno di seguito che sono capitano: non c’è mai stata una stagione senza qualche difficoltà o momenti di sofferenza. Sono convinto che la ruota presto girerà, e che anche questa volta sapremo venirne fuori alla grande, tutti insieme», conclude il centrocampista.

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