Sabato 16 Febbraio 2019 | 18:07

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Inquinamento

Brindisi, Wwf: centrale immette
ogni secondo CO2 di 130mila auto

E' uno dei dati emersi oggi nell’ambito del convegno promosso dal Wwf a Brindisi «Accelerare l’uscita dal carbone: il caso Brindisi, 24 anni di danni alla salute e al clima»

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«La centrale di Brindisi in un secondo emette la stessa quantità di C02 di 130.000 auto». E' uno dei dati emersi oggi nell’ambito del convegno promosso dal Wwf a Brindisi «Accelerare l’uscita dal carbone: il caso Brindisi, 24 anni di danni alla salute e al clima», dove insieme ad esperti del settore, il Wwf ha presentato un «drammatico quadro dei danni ambientali, al clima e alla salute, «causati dalla centrale Federico II negli ultimi anni alla cittadinanza e al territorio brindisino». Dopo la Strategia Energetica Nazionale, che ha fissato l’obiettivo per l’Italia dell’uscita dal carbone entro il 2025, nell’ambito della campagna Stop Carbone, il Wwf, in particolare, - informa una nota - ha voluto condividere oggi con il territorio brindisino «le nuove iniziative da prendere perché tale obiettivo diventi realtà, ribadendo l’urgenza di un impegno visibile e concreto a favore di un radicale e tempestivo cambio di rotta, per porre fine alle produzioni inquinanti e avviare il risanamento dell’area».

«Da 24 anni la centrale Enel di Brindisi Sud - sottolinea il Wwf - opera senza essere mai stata sottoposta a valutazioni di impatto ambientale e sanitario di alcun tipo». «Ultimo tassello della lunga battaglia del Wwf contro il carbone, - è stato ricordato nel corso dei lavori - è stato proprio il ricorso presentato a inizio novembre al Tar del Lazio contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla centrale Enel «Federico II" di Brindisi, la più grande centrale a carbone in Italia e quella che emette più sostanze inquinanti (polveri fini e ultra fini, ossidi di zolfo e di azoto, ecc.) e CO2 (13,11 milioni di tonnellate nel solo 2015, ma con livelli che in precedenza hanno superato anche 14-15 milioni di tonnellate/annue), L'autorizzazione è stata estesa al 2028 con un decreto del luglio scorso, malgrado l’impianto fosse già stato posto al centro di una procedura di infrazione a carico del nostro paese proprio per superamento dei limiti di concentrazione di inquinanti, quali il particolato atmosferico».

LA REPLICA DI ENEL: NOI RISPETTIAMO LA LEGGE - «La centrale Enel Federico II di Brindisi rispetta sotto ogni punto di vista la normativa ambientale». Lo precisa in una nota l’ufficio stampa Enel in risposta alla nota diffusa dal Wwf.
«Sin dagli anni duemila - si legge nel comunicato dell’Enel - è stata sottoposta a un continuo processo di adeguamento tecnologico che ha anticipato la naturale evoluzione della normativa in materia, ponendosi come riferimento concreto, non solo a livello nazionale, tra i siti di analoga taglia e tipologia. Gli interventi tecnologici adottati, per oltre 900 milioni di euro, hanno portato a un costante e significativo miglioramento dell’impatto ambientale: i dati sugli abbattimenti dei macroinquinanti (SO2, NOX e polveri) evidenziano il livello di eccellenza del processo di gestione ambientale della centrale».

«Contrariamente a quanto affermato dal WWF, - prosegue il comunicato - il procedimento di autorizzazione della centrale ha valutato anche l’impatto ambientale della stessa ed è stato oggetto di successiva conferma mediante AIA, il cui riesame è stato recentemente concluso positivamente. Non risponde al vero, inoltre, quanto affermato dal WWF in merito al danno sanitario nella zona. I dati esistenti indicano in modo chiaro che la qualità dell’aria a Brindisi è tra le migliori in Italia (tra le 25 città più industrializzate d’Italia, Brindisi è quella con minor concentrazione di polveri PM10 e NO2. Fonte: Studio EPIAir 2 del 2013)».

«I dati epidemiologici della provincia di Brindisi - conclude la nota - confermano tale risultanza, tanto che dallo stesso studio di coorte citato dal WWF emerge che la provincia di Brindisi presenta una incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari inferiore alle medie nazionali».

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