Lunedì 09 Marzo 2026 | 20:51

Brindisi, cimitero di auto cannibalizzate nelle campagne di Sant’Elia

Brindisi, cimitero di auto cannibalizzate nelle campagne di Sant’Elia

Brindisi, cimitero di auto cannibalizzate nelle campagne di Sant’Elia

 
fabiana agnello

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fabiana agnello

Brindisi, cimitero di auto cannibalizzate nelle campagne di Sant’Elia

Dalle inchieste il rione emerge come base per droga e munizioni, punto di pressione costante per le forze dell’ordine

Domenica 08 Marzo 2026, 15:44

La sequenza di episodi che vede al centro il quartiere Sant’Elia lo rende un punto di pressione costante per le forze dell’ordine tra centri di smistamento della droga e ritrovamenti di auto cannibalizzate e munizioni da guerra che raccontano un territorio vulnerabile e strategico, anche per la presenza di vaste aree rurali.

Il primo segnale arriva dalle campagne dove si trovano le contrade. Qui, venerdì gli agenti delle Volanti hanno scoperto un cimitero di auto cannibalizzate: una decina di utilitarie rubate tra Brindisi e Lecce, alcune sottratte nei parcheggi dell’aeroporto del Salento. Una era bruciata, le altre smontate con una rapidità che tradisce metodo e organizzazione. Negli ultimi sette giorni, quattro auto rubate sono state ritrovate nel Brindisino, due proprio a Sant’Elia. Il rione confina con aree rurali poco illuminate, retrobottega ideale per occultare o smontare veicoli.

Poche ore prima, nella stessa fascia, un altro ritrovamento ha attivato l’allarme: 199 proiettili calibro 7,62 x 39 millimetri, il munizionamento dei kalashnikov. Erano in due bottiglie di plastica, infilate in un canneto. Un quantitativo compatibile con gli arsenali per gli assalti ai portavalori, come quello sulla Ss 613. La vicinanza a un quartiere popolare suggerisce una scelta precisa: depositare materiale sensibile in un’area di confine dove il passaggio di persone non desta sospetti e la vegetazione offre riparo.

E poi c’è il fronte della droga. La recente operazione del commissariato di polizia di Mesagne ha ricostruito un asse chiaro: Brindisi come serbatoio, Mesagne come piazza di smistamento. Due episodi chiave passano da Sant’Elia: un prelievo di cocaina con inseguimento e sequestro e un incontro in periferia dove gli investigatori hanno ascoltato in diretta la consegna di una partita. Il quartiere emerge come snodo operativo, punto di contatto tra approvvigionamento e distribuzione.

Mettendo insieme i tasselli, Sant’Elia appare come un territorio di frizione: non un «quartiere criminale» ma un quartiere esposto, dove densità abitativa e prossimità rurale creano un ambiente favorevole a chi cerca spazi di manovra. Un mosaico che impone attenzione costante: ogni ritrovamento non è un fatto isolato ma un pezzo di un disegno più grande.

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