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Savelletri, a fuoco l'auto del comandante della Guardia Costiera, completamente distrutta. Arrestato il presunto responsabile

Savelletri, a fuoco l'auto del comandante della Guardia Costiera, completamente distrutta. Arrestato il presunto responsabile

Savelletri, a fuoco l'auto del comandante della Guardia Costiera, completamente distrutta. Arrestato il presunto responsabile

 
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Savelletri: il conto è troppo alto, clienti si arrabbiano, ristoratore chiama i carabinieri

una veduta di Savelletri

Una Nissan Micra, parcheggiata nel comando. A dare l'allarme lo stesso proprietario

Mercoledì 07 Dicembre 2022, 11:01

08 Dicembre 2022, 08:59

SAVELLETRI (BRINDISI) - È stata data alle fiamme questa notte l'auto del comandante della Guardia Costiera di Savelletri di Fasano (Br), Lgt Np Vito Domenico De Mario, una Nissan Micra che era nel parcheggio del comando. A dare l'allarme ai vigili del fuoco, che hanno spento il rogo nonostante l'auto sia andata completamente distrutta, lo stesso comandante, che abita lì con la famiglia.

«Sono ancora una volta indignato - afferma il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria - per quanto successo a Savelletri la scorsa notta. A nome di tutta l’amministrazione e dell’intera comunità esprimo solidarietà per questo ennesimo gesto criminale». «Ho fiducia che l’autorità giudiziaria possa - conclude - far luce su questo episodio e su quelli accaduti nelle ultime settimane nel più breve tempo possibile per riportare serenità in una frazione che negli ultimi tempi è stata destinataria di troppi atti di intimidazione».

Arrestato un pescatore 44enne

I Carabinieri di Fasano hanno arrestato un pescatore del posto 44enne, poiché ritenuto responsabile dell'incendio aggravato ai danni dell'auto del comandante della Guardia Costera. Il 44enne, secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver raggiunto il parcheggio dell’Ufficio Locale Marittimo di Savelletri e cosparso il veicolo del sottufficiale di liquido infiammabile, avrebbe appiccato il fuoco. Una volta perquisito l'uomo è stato trovato in possesso di materiale compatibile con il delitto. Il movente dell’atto intimidatorio, secondo le indagini, sarebbe da ricercare in un verbale amministrativo che il sottufficiale aveva fatto al pescatore. Il 44enne, dopo le formalità di rito, è stato messo ai domiciliari.

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