Ci sono semi che si piantano in silenzio e poi, anno dopo anno, diventano alberi. “Carta Canta” è uno di questi. Non è soltanto un progetto didattico. È una scelta culturale. È la decisione di tornare tra i banchi, per il quarto anno consecutivo, con ciò che siamo: un giornale di carta, un sito digitale seguitissimo, un archivio storico che attraversa quasi un secolo e mezzo di storia.
L’informazione fa formazione per noi non è uno slogan, è una responsabilità. In un tempo dominato dall’istantaneità, dalla
velocità delle notifiche e dalla fragilità delle fonti, riportare la carta nelle classi significa restituire ai ragazzi il tempo della lettura, dell’analisi, del confronto. Significa insegnare che una notizia non è un post, ma un fatto verificato, contestualizzato, raccontato.
«La Gazzetta del Mezzogiorno» compie 139 anni di vita. Centotrentanove anni in cui le sue pagine hanno attraversato due guerre mondiali, hanno raccontato lo sbarco dell’uomo sulla luna, il boom economico degli anni Sessanta, i Mondiali del ’90 che portarono alla costruzione dello stadio San Nicola, le trasformazioni profonde della Puglia e della Basilicata. Dentro quelle
pagine c’è la memoria di intere generazioni. C’è la storia delle nostre città, delle nostre famiglie, delle nostre comunità.
Il nostro archivio storico digitale, dichiarato bene di interesse storico particolarmente importante, è un unicum nel panorama editoriale nazionale. Oltre 138 anni di edizioni quotidiane consultabili, pagina dopo pagina. Non una banca dati fredda, ma un racconto vivo. Uno strumento potente per comprendere il presente attraverso le lenti del passato. Per capire che ogni scelta, ogni cambiamento, ogni conquista affonda le radici in una storia più lunga. “Carta Canta. Il Valore della Memoria. Storia e Futuro al tempo dell’Intelligenza Artificiale” non è un titolo casuale. È un programma. È il tentativo di costruire un ponte tra la
generazione dei nativi digitali e la profondità della carta stampata. Di insegnare che l’Intelligenza Artificiale può essere uno strumento, ma il pensiero critico resta umano. Che la velocità non sostituisce la consapevolezza. Gli obiettivi sono chiari: contrastare la disinformazione e le fake news; promuovere la conoscenza dell’evoluzione storica della realtà locale; favorire
l’abitudine alla lettura del quotidiano; avvicinare gli studenti ai beni archivistici e bibliografici; stimolare percorsi di educazione finanziaria e orientamento. In altre parole: formare cittadini, non solo studenti. Oltre 3.000 ragazzi, provenienti da scuole di tutte le province pugliesi, hanno scelto di mettersi in cammino con noi. Riceveranno copie gratuite del giornale, avranno
accesso libero all’archivio digitale, lavoreranno su testi, approfondimenti, elaborati che troveranno spazio sul nostro sito, in una sezione dedicata. A fine anno, il Teatro Kursaal ospiterà l’evento conclusivo: non una semplice premiazione, ma una festa della lettura e della partecipazione, resa possibile grazie al sostegno di Confcommercio Bari e Bat, al coordinamento dell’Ufficio scolastico provinciale, alla collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia e alla Struttura di Direzione della Comunicazione istituzionale della Regione, alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata, a Miccolis bus e a Cisa Spa.
C’è un’immagine che più di altre restituisce il senso di questa iniziativa: un ragazzo che sfoglia un giornale e scopre che la storia del suo quartiere, della sua scuola, della sua città, è già stata scritta. E che ora tocca a lui continuare quel racconto. La carta canta, sì. Ma canta davvero quando qualcuno ha ricevuto gli strumenti per ascoltarla. Quando diventa memoria condivisa. Quando si trasforma in coscienza civile. In un tempo che rischia di perdere il filo del passato, tornare alla carta non è nostalgia. È un atto rivoluzionario di futuro.















