Una partita da 3,5 milioni di euro all’anno. È quella che potrebbe, anzi dovrebbe, aprirsi a stretto e che dovrebbe, anzi deve, essere avviata dal Comune di Taranto. Il riferimento è a una parte del trasporto pubblico locale, attualmente garantito in virtù di un contratto di servizio dalla partecipata Kyma Mobilità, che dal 2027 sarà, invece, gestito da imprese private. Si tratta, in particolare, del 10 per cento sul totale dei chilometri annualmente percorsi sulle strade dai bus dell’ex Amat. A stabilirlo è una direttiva europea, recepita dal Parlamento italiano con un decreto legislativo approvato nel 2022. Che, dall’anno prossimo, dovrà necessariamente essere attuato.
Se è questa la cornice normativa da assumere come riferimento, allora bisogna subito dopo passare ad esaminare le cifre, che del resto sono indispensabili per comprendere la portata di questa ormai prossima novità nel Tpl, acronimo che sta per trasporto pubblico locale.
In particolare, consultando il Piano triennale servizi (Pts) della Regione Puglia, emerge che ogni anno gli autobus in partenza dal deposito di via Cesare Battisti percorrono sulle strade tarantine 8 milioni 434mila chilometri. Di questi, a partire dal mese di gennaio 2027, 3 milioni scarsi saranno effettuati dai mezzi tradizionali ovvero da quelli attualmente in circolazione; oltre 4 milioni, invece, verranno garantiti dai bus elettrici e veloci che verranno impiegati sulle linee Brt e, infine, la quota residua (1,2 milioni di chilometri circa) è quella relativa alle tratte suburbane ovvero ai collegamenti da Taranto verso Statte (linea 4) e verso Leporano (14 e 16). Dunque, riepilogando, il 10 per cento sul totale complessivo dei chilometri percorsi dagli autobus di Kyma Mobilità è pari a 840mila 625 chilometri. Che sarà, dunque, la fetta di Tpl da mettere a gara per un importo complessivo di 3,5 milioni di euro all’anno, cifra a cui si arriva moltiplicando i chilometri da mettere sul mercato per 4,19 euro, così come stabilito da una tabella stilata dalla Regione Puglia. Il tutto, per un totale di 3,5 milioni di euro ogni 12 mesi appunto, probabilmente per 108 mesi ovvero per 9 anni.
Già, ma quali saranno le linee che il Comune di Taranto e soprattutto Kyma Mobilità cederanno prossimamente ai privati? In mancanza, da parte del Municipio, di una manifestazione di interesse da pubblicare sulla Gazzetta ufficiale europea non si hanno certezze. Ma detto questo, secondo fondate indiscrezioni, il 10 per cento da mettere a bando (che seguirà alla manifestazione di interesse) potrebbe riguardare una tratta suburbana e, in particolare, la linea 4 che da decenni ormai assicura i collegamenti da e per Statte.
A proposito, infine, dell’Amministrazione provinciale, al quarto piano di Palazzo del Governo, a differenza del Comune capoluogo, si sono portati avanti con il lavoro pubblicando la manifestazione di interesse, che peraltro è condizione necessaria e sufficiente alla pubblicazione del successivo bando di gara. Per quel che riguarda la Provincia, per la cronaca, sono 3 i lotti che verranno posti all’attenzione del mercato e che interessano alcuni comuni, che non hanno il servizio di trasporto pubblico in house come, invece, Taranto.















