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In Puglia e Basilicata

pandemia

Obbligo vaccinale, a Brindisi multe anche per tanti anziani

Vaccino Covid , «Io salentina a Londra ora farò il primo richiamo»

Almiento (Spi Cgil): «Poca informazione e sanzioni tante volte ingiustificate. Penalizzati i più deboli»

09 Agosto 2022

Redazione Brindisi

Cento euro. A tanto ammonta la sanzione che in questi giorni anche tanti cittadini, e tanti anziani in particolare, della nostra provincia si stanno vedendo recapitare per motivi diversi riferiti all’obbligo vaccinale: per non aver rispettato una data di prenotazione anche se si è fatta comunque la dose di vaccino, se non si è completato o non ci si è sottoposti al ciclo vaccinale. Le sanzioni arrivano da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione nei confronti dei cittadini che non hanno adempiuto al ciclo vaccinale primario e sono emesse dal Ministero della Salute ai sensi dell'articolo 4-sexies, comma 4, del D.L. 44/ 2021, convertito con modificazioni, dalla Legge 76/2021. «Una sanzione quanto meno discutibile nel caso di persone anziane, non solo sul fronte dell'esborso economico». A sollevare il problema è la segretaria generale dei pensionati Spi Cgil Michela Almiento.

«Colpisce il fatto - dice la segretaria - che con molta solerzia, a distanza di pochi mesi dall'entrata in vigore dell’art. 4-quater (alla data del 25 marzo 2022), senza che vi sia stata una adeguata campagna di informazione dell’estensione dell'obbligo di vaccinazione per tutti gli ultracinquantenni, stanno arrivando gli avvisi di sanzione. Vaccinarsi non era una libera scelta ma un vero e proprio obbligo non solo per lavoratrici e lavoratori ma per tutti gli ultracinquantenni. Ma le persone – e gli anziani in particolare - lo apprendono solo adesso con l'arrivo della sanzione. Bisognerebbe chiedersi, a questo punto, in quale misura tutta questa fascia di popolazione sia stata realmente avvisata e tutelata nel suo diritto all'informazione su tale obbligo». Da qui la domanda. «Ora si dice che dovrebbe essere il medico curante a certificare l'impossibilità a vaccinarsi in caso di patologie, o anche per situazioni temporanee di impossibilità a fare un richiamo perché hanno dovuto fare interventi delicati, ma che tipo di rete d’informazione ha funzionato dopo il 25 marzo 2022 a tutela di tutti questi cittadini da parte di Ministero della Salute, Asl competenti e medici di medicina generale considerato che l’obbligo è passato sottotraccia?».

Un atteggiamento che stride profondamente con tante altre situazioni di fronte a cui da parte del Ministero della Salute non si agisce con la stessa solerzia. Come quando ad esempio occorre garantire il bisogno di cura ai cittadini che si recano ai Centri unici di prenotazione (Cup) e si ritrovano di fronte all'amara realtà per cui, alla richiesta di una determinata prestazione sanitaria, la risposta è che le agende sono chiuse. Oppure non vengono rispettati i tempi entro cui deve essere garantita la prestazione in base al codice che viene indicato dal medico curante. «Vorrei esprimere tutta la mia amarezza - dichiara Michela Almiento - perché i cittadini anziani, e in questo caso i più fragili, non sono realmente tutelati. C'è uno Stato sanzionatore, ma non c'è uno Stato garante. In questi giorni ai nostri sportelli stiamo accogliendo decine di persone che hanno ricevuto l’avviso di ammenda. Oltretutto nel caso in cui comunque si è ottemperato all’obbligo vaccinale, che le Asl hanno registrato, perché costringere queste persone a dimostrarlo? Non ci si preoccupa delle condizioni economiche di tanti nostri anziani. Perché, se parliamo di un anziano con una pensione minima, una multa di 100 euro su un reddito da 500, diventa davvero pesante da sostenere».

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