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Il fenomeno

Brindisi, costa sfregiata: lungo il litorale un tripudio di discariche

Brindisi, costa sfregiata: lungo il litorale un tripudio di discariche

Davvero di tutto tra i rifiuti che sfregiano la zona: dai pensili di una cucina dismessa alle carcasse di frigoriferi rottamati, passando da infissi rimossi in chissà quale ristrutturazione edilizia

25 Luglio 2022

Antonio Negro

BRINDISI - Scempio in primo piano sul litorale nord del capoluogo, ad «inquinare» il tramonto che si staglia lungo uno dei tratti più suggestivi della fascia costiera adriatica.

Chi non ha una diretta conoscenza dei luoghi potrebbe scambiare il panorama ritratto nelle foto qui accanto - scattate poche sere fa - per uno degli incantevoli scenari che di solito si pensa di poter godere solo stando nelle isole dell’Egeo e in alcuni altri paradisi rinomati nel mondo. Ed è in effetti la erronea ma gradevole sensazione che chiunque potrebbe percepire passeggiando lungo la costa brindisina in queste torride giornate estive, se non fosse che - d’un tratto - accade che l’estasi di un tramonto da cartolina contemplato su un litorale da fiaba, cede rovinosamente il passo all’obbrobrio delle discariche a cielo aperto. Uno sfregio che, nel caso specifico documentato dalle foto di questo servizio, si concretizza proprio lungo uno dei tratti di falesia costiera più vicini alla strada litoranea (Sp 41), in corrispondenza - procedendo verso nord - dell’incrocio con la strada della Torretta ed a circa 200 metri, sempre proseguendo verso nord, dal più ampio incrocio con via Maestri del Lavoro d’Italia, meglio nota come la strada della «Iam».

Davvero di tutto tra i rifiuti che sfregiano la zona: dai pensili di una cucina dismessa alle carcasse di frigoriferi rottamati, passando da infissi rimossi in chissà quale ristrutturazione edilizia, per finire ad water «accasciato» su un fianco ed alla sua sagoma immediatamente riconoscibile, anche attraverso l’inquadratura in controluce di quel tramonto violato.

Eppure, non è passato neanche un mese e mezzo dalla pulizia comunale delle spiagge e delle marine pubbliche del litorale nord. Possibile che nessuno si sia accorto di simili sfregi presenti a pochissimi metri dalle spiagge? O forse per chi opera in questo ambito è più conveniente far finta di niente autogiustificando la propria inerzia (magari anche solo nel segnalare la situazione) attraverso le clausole contrattuali in cui si fa riferimento esclusivo alla pulizia degli arenili e quindi non delle aree costiere più in generale?

Domande legittime, che dinanzi a simili scempi molti brindisini ripropongono pongono anche sui social, non senza autocritica circa l’inciviltà di alcuni concittadini ma, in ogni caso, quasi mai ottenendo risposte (tanto meno nei fatti) da parte delle istituzioni.

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