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In Puglia e Basilicata

RISCHIO NUOVA EMERGENZA

«Virus, a Brindisi contagi in risalita ma la Rianimazione Covid è chiusa»

«Virus, a Brindisi contagi in risalita  ma la Rianimazione Covid è chiusa»

Nuovo allarme Covid nel Brindisino

Il presidente Ordine dei Medici Oliva: «A fronte di 400mila abitanti, la Terapia semintensiva dispone di soli 2 posti letto»

23 Giugno 2022

Antonio Negro

«I casi Covid aumentano, pazienti con problemi alle coronarie rischiano il trasferimento e la Terapia semintensiva dispone di soli 2 posti letto a fronte di un bacino provinciale di 400mila abitanti». È l’allarme lanciato dall’Ordine dei Medici chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Brindisi a fronte di una pandemia che, nonostante la fine delle restrizioni, pare tutt’altro che superata. Anzi, è atteso per la fine del mese di luglio il nuovo picco del virus e nel frattempo la Asl di Brindisi ha riaperto i reparti no Covid ripristinando le ordinarie attività ospedaliere. «Esiste il serio rischio che non si riesca a garantire l’assistenza ai pazienti con insufficienza respiratoria - dice il dott. Arturo Oliva, presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Brindisi- e tale rischio è determinato dal fatto che la Semintensiva respiratoria dispone di soli due posti per una intera provincia che, qualora dovessero essere occupati, la degenza media non è mai inferiore ai venti giorni. Se poi gli stessi due pazienti dovessero anche essere di sesso diverso, un uomo ed una donna, non potremmo neppure accoglierli nella stessa stanza. Risultato: saremmo costretti a farli migrare in altre strutture come Lecce e Bari. È una situazione assurda».

La Terapia Semintensiva, inserita nel reparto di degenza, è determinante per i pazienti con insufficienza respiratoria per i quali è prevista la ventilazione meccanica non invasiva, in pratica si tratta di una unità intermedia tra la degenza ordinaria e il trattamento intensivo. «Considerando che la compromissione dell'apparato respiratorio è la complicanza più temibile del Covid, i due soli posti disponibili sono assolutamente sottodimensionati rispetto alle necessità - aggiunge il presidente Oliva -. Inoltre, non sono stati attivati neppure i posti per il monitoraggio dei pazienti Covid positivi trattati in emodinamica cardiologica, che ovviamente devono essere isolati e assistiti in ambiente dedicato». Una situazione che rischia di trovare le principali strutture del territorio sguarnite. Ed a ciò si aggiunge anche il fatto che il Reparto di «Rianimazione Covid» è chiuso ormai da mesi. «È stato chiuso - spiega il dott. Oliva - un po’ per la flessione dei casi ma anche perché l’impianto di condizionamento non funzionante non è mai stato riparato. Allo stato attuale gli stessi medici rianimatori sono in difficoltà e rischiano di esserlo ancora maggiormente se la curva di contagio continua a salire, così come sta accadendo. Sembra che il Covid sia stato cancellato per Decreto ma così non è, lo dicono i dati. Davanti ad una mancanza di visione globale - conclude il presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri della provincia di Brindisi - non posso che dissentire: questo non è un modello di gestione che può funzionare. Il diritto all’assistenza e alla salute va garantito».

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