Sabato 28 Febbraio 2026 | 13:10

«Ti uccido, fai attenzione ai figli»: a Palo del Colle l'imprenditore Peppino Milo picchiato e rapinato in azienda VIDEO

«Ti uccido, fai attenzione ai figli»: a Palo del Colle l'imprenditore Peppino Milo picchiato e rapinato in azienda VIDEO

«Ti uccido, fai attenzione ai figli»: a Palo del Colle l'imprenditore Peppino Milo picchiato e rapinato in azienda VIDEO

 
Redazione online

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«Ti uccido, fai attenzione ai figli»: a Palo del Colle imprenditore picchiato e rapinato nel parcheggio della sua azienda

In tre, vestiti di nero, incappucciati e con guanti alle mani, lo avrebbero picchiato e minacciato di morte per farsi consegnare le chiavi della vettura e gli oggetti preziosi che aveva ai polsi

Sabato 28 Febbraio 2026, 10:50

12:39

Un imprenditore è stato aggredito e rapinato di auto, orologio e bracciali all’interno del parcheggio della sua azienda, sulla statale 96 in territorio di Palo del Colle, nel Barese. In tre, vestiti di nero, incappucciati e con guanti alle mani, lo avrebbero picchiato e minacciato di morte per farsi consegnare le chiavi della vettura e gli oggetti preziosi che aveva ai polsi. L’aggressione è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza dell’azienda, il pastificio Gruppo Milo spa. L’episodio risale al 18 febbraio. La vittima, il 51enne Peppino Milo, amministratore delegato della società, ha riportato ferite con prognosi di 7 giorni e, assistito dall’avvocato Nicola Pasculli, ha sporto denuncia ai carabinieri, consegnando i video.

La rapina, come documentato dalle immagini, è stata commessa poco dopo le 19. La banda avrebbe manomesso le fotocellule del cancello elettronico dello stabilimento, introducendosi nell’area parcheggio. Tre uomini, si vede nei video, si sono avvicinati alla vettura parcheggiata, una Bmw X6, impugnando oggetti, forse arnesi da scasso. In quel momento l’imprenditore ha raggiunto la macchina e sorpreso i tre. «Rimanevo pietrificato» racconta, spiegando che «uno di loro mi immobilizzava prendendomi alle spalle, con il gomito mi stringeva la gola tentando di strangolarmi e con l’altra mano mi puntava al fianco un oggetto metallico appuntito». Dopo averlo "scaraventato a terra», si sono «avventati su di me sottraendomi l'orologio di marca Rolex e due braccialetti Tennis».

In dialetto lo avrebbero poi minacciato, «io ti uccido», «fai attenzione che sappiamo che hai i figli a casa». Sono poi fuggiti con la Bmw, seguiti da un’altra macchina che era in attesa vicino all’ingresso con a bordo un quarto uomo. La vettura rubata è stata trovata bruciata in campagna il giorno dopo. «Sono ancora turbato e non mi sento tutelato - dice l'imprenditore - Ho dovuto mettere una guarda armata per la sicurezza dei miei dipendenti, perché temo per la mia e la loro incolumità. Queste spese comportano meno investimenti, mentre ai presidi di sicurezza ci dovrebbe pensare qualcun altro».

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