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Brindisi, stanziati 19 milioni di euro per le Case di comunità

Brindisi, stanziati 19 milioni di euro per le Case di comunità

Brindisi, stanziati 19 milioni di euro per le Case di comunità

 
Antonio Portolano

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Antonio Portolano

Infiltrazioni di acqua al Perrino di Brindisi

Il direttore generale dell'Asl, Roseto: «Prioritario abbattere le liste d’attesa e riprendere tutte le attività»

Domenica 03 Aprile 2022, 11:49

BRINDISI - Carenza di medici, riorganizzazione del 118, stabilizzazione dei precari, liste d'attesa da sfoltire anche per via della pandemia che ha messo a dura prova ogni ospedale italiano. E ancora edilizia sanitaria tra opere incompiute e sperperi che potrebbero essere evitati e, infine, ma giusto per ordine cronologico: nove Case di comunità per l’assistenza sanitaria da realizzare in tutta la provincia messapica con i fondi del Pnrr come nei piani della Regione. Da qualche settimana al vertice della Asl Br, il lavoro di certo non manca per il neo direttore generale Flavio Maria Roseto, tra criticità ereditate e nuovi progetti.

Edilizia sanitaria: c'è un rapporto della Cgil che segnala una situazione pesante tra opere incompiute e ritardi che rischiano di far perdere anche quei fondi già disponibili. È possibile arginare una situazione del genere?
«I temi sollevati dalla Cgil sono numerosi e per rispondere in maniera puntuale abbiamo preparato e stiamo per inviare al sindacato una relazione dettagliata, scritta in collaborazione con l’Area tecnica. Negli ultimi due anni le attività sono state fortemente condizionate dalla pandemia, ma voglio ricordare anche quanto è stato realizzato: l’installazione di un angiografo biplano, la ristrutturazione di parte delle sale operatorie, l’adeguamento del reparto di Anatomia patologica, l’ampliamento del Pronto soccorso del Perrino, la ristrutturazione nell'ospedale di Ostuni di Chirurgia, Ortopedia, Centro prelievi, Pneumologia. Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Centro grandi ustioni del Perrino, per esempio, la pandemia ha bloccato i lavori a marzo 2020 e poi si sono rese necessarie alcune modifiche che riguardano gli impianti elettrici della struttura. Stiamo cercando le soluzioni per definire questa situazione».

A Francavilla l'Asl ha dovuto soccombere riconoscendo 900mila euro per ritardi nell'inizio di lavori alle imprese.
«Le opere a cui si fa riferimento attengono a due appalti distinti per l’ospedale Camberlingo. Dopo una sospensione dei lavori le imprese hanno rivendicato circa 4 milioni di euro. Si è arrivati nel 2015 a un atto di componimento bonario delle controversie che prevedeva la corresponsione di una cifra complessiva di circa 900mila euro, a fronte di una ripresa immediata dei lavori e di una rinuncia a ulteriori richieste. I lavori per l'ospedale sono ripartiti e le opere sono state completate».

Poi c'è il problema del mancato riconoscimento del “premio covid” per tanti operatori che a parole sono stati definiti “eroi”, salvo poi trovarsi di fronte alla sgradevole sorpresa.
«Possiamo assicurare che tutto il lavoro svolto da ogni operatore sanitario, nel rispetto dei contratti e della normativa, verrà opportunamente remunerato dall'azienda».

Liste d'attesa e riapertura dei reparti nella fase post (nemmeno tanto post) pandemia, qual è la situazione?
«La programmazione della ripresa di tutte le attività ordinarie è uno dei punti prioritari della nostra agenda. Questo vale sia per l'abbattimento delle liste d'attesa che per l'incremento del volume degli screening. Grazie all'impegno delle nostre strutture diagnostiche per esempio, abbiamo organizzato sedute aggiuntive per lo svolgimento di alcuni esami strumentali: questa soluzione sta contribuendo a tagliare le liste d'attesa che sono cresciute durante la pandemia a causa delle restrizioni e della pressione che il Covid ha esercitato sugli ospedali, dappertutto. Per accelerare ulteriormente questi processi, acquisiremo nuove grandi macchine che sostituiranno quelle in dotazione ormai datate, sfruttando le opportunità del Pnrr. Potenzieremo, inoltre, le strutture esistenti e ne avvieremo di nuove. In quest'ottica si inquadra anche la riorganizzazione del Pronto soccorso e il completamento del Piano di riordino ospedaliero per un servizio più razionale».

C'è una carenza importante di medici. L'allarme lanciato nei giorni scorsi dal presidente dell'Ordine di Brindisi Arturo Oliva è emblematico, ci sono dei reparti a rischio e il problema del pronto soccorso. Come vi state muovendo?
«Da anni la direzione strategica è impegnata sul tema, percorrendo tutte le vie che la legge consente per inserire nuovi operatori sanitari nella pianta organica. Questo lavoro in materia di assunzioni ha consentito all'azienda sanitaria di fronteggiare l'emergenza. La carenza di personale riguarda soprattutto medici specializzati in medicina d'urgenza, ortopedici, cardiologi, radiologi interventisti e anestesisti. Nonostante i tanti concorsi e avvisi istruiti dalla Asl, per alcune specialità è complesso colmare le lacune, ma la nostra ricerca prosegue. Per quanto riguarda il Pronto soccorso, accanto al percorso di reclutamento del personale, stiamo valutando nuove forme organizzative, con un'analisi di tutte le variabili che, a monte e a valle, incidono sulle dinamiche del Servizio di Emergenza-urgenza».

Case di comunità, la Regione Puglia ne prevede 9 per Brindisi (entità degli investimenti previsti-tempi di realizzazione).
«La Regione sta supportando le aziende sanitarie pugliesi, accogliendo le proposte di investimento che provengono dai territori per qualificare l'offerta di cura e assistenza. Oltre 19 milioni di euro sono stati stanziati per la realizzazione di questi nuovi servizi: le strutture che ospiteranno le Case di comunità sono di proprietà della Asl di Brindisi oppure sono state concesse all'azienda grazie agli accordi siglati coi Comuni. Ostuni avrà la sua casa di comunità, la cui sede è della Asl, in contrada Trappeto del Monte grazie a un investimento di 1 milione e 700mila euro; a Cisternino sarà realizzata nell'ex ospedale di via Regina Margherita con una spesa di 5 milioni e 300mila euro; l'immobile di San Pancrazio, in via Umbria, è di proprietà comunale e serviranno circa 680mila euro per adeguarlo agli standard richiesti; la conversione del poliambulatorio Asl di Villa Castelli in casa della comunità costerà quasi 1 milione e 100mila euro. A Torre Santa Susanna è stato scelto un immobile Asl in via Oria per realizzare la struttura, con un investimento di quasi 1 milione e 200mila euro. La proprietà dei locali selezionati a San Vito dei Normanni, in viale Onu, è comunale e l'impegno economico messo a bilancio è di 2 milioni e 500mila euro; quella di Brindisi sarà ospitata nel padiglione D dell'ex ospedale di Summa grazie a un investimento  di oltre 3 milioni 600mila euro; quella di Francavilla Fontana troverà spazio nell'ex Fiera dell'Ascensione, comunale, per un impegno di spesa pari a 2 milioni e 500mila euro e per quella di San Michele Salentino nel poliambulatorio Asl l'investimento è di 700mila euro. I tempi necessari per il completamento delle opere seguiranno i passaggi previsti dalle scadenze del Pnrr».

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