Giovedì 21 Marzo 2019 | 12:30

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Brindisi

Quattro fucilate contro un negozio

Misterioso attentato ai danni di un’attività di termoidraulica del centro cittadino

di Antonio Portolano

BRINDISI - Quattro colpi di fucile a pallettoni contro il negozio di termoidraulica di via Bastioni San Giacomo 50. È l’inquietante messaggio al piombo recapitato poco prima della mezzanotte di giovedì all’indirizzo di Paolo D’Elia, commerciante incensurato brindisino, che conduce la rivendita da circa vent’anni.

I colpi sarebbero stati esplosi tra le 23 e le 23.30 di giovedì, stando a quanto poi realizzato ieri mattina dal commerciante all’atto dell’apertura dell’attività. Le detonazioni sarebbero state udite dai familiari dello stesso esercente che abitata al piano superiore dello stesso palazzotto in cui ha sede l’attività, ma nessuno avrebbe ritenuto si trattasse di un atto intimidatorio. Per questo nessuno avrebbe dato peso alla cosa pensando ai frequenti botti di turno.

Nessuna richiesta di intervento sino al mattino seguente quando invece, con la luce del sole i fori che, hanno centrato l’attività, si sono palesati in tutta la loro evidenza. Due colpi hanno bucato la vetrata d’ingresso ad altezze differenti, il terzo ha prodotto un foro alla vetrata espositiva del negozio, il quarto ha colpito una delle inferriate rimbalzando nei pressi di un tombino in strada. Sarebbero stati sparati da un’arma a canna lunga secondo i primi accertamenti svolti dagli specialisti della scientifica dei carabinieri. Le indagini sono seguite dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia, insieme col Reparto info investigativo del Comando provinciale. Gli attentatori avrebbero aperto il fuoco con un fucile a palla unica calibro 12 all’altezza della sede della Croce Rossa ad una ventina di metri di distanza dal negozio. Difficile che siano stati ripresi anche dalle telecamere di sorveglianza di cui il negozio è dotato. Se siano arrivati e fuggiti in auto è tutto da chiarire. Così come totalmente oscuro il movente dell’attentato.

Il titolare, sentito dai militari dell’Arma, pare non abbia avuto screzi con chicchessia. Né tanto meno qualcuno avrebbe avanzato richieste di danaro nei suoi confronti. Negli anni passati un attentato dinamitardo a Manduria, sarebbe stato messo a segno ai danni del padre, ma se possano sussistere dei collegamenti appare una pura congettura. Le indagini procedono sotto stretto riserbo, alla ricerca di elementi utili a chiarire i contorni dell’inquietante attentato che potrebbe non essere, come potrebbe apparire opera del racket.

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