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Forum della Gazzetta
Treni più veloci
cominciando da Lesina

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di FRANCO GIULIANO

Treni più veloci e più moderni lungo la dorsale Adriatica tra la Puglia e il Nord Italia: dopo essere stata relegata per decenni a silenziosa angoscia dei soli emigranti, o al più a mera emergenza stagionale, da oggi la questione è entrata a far parte delle priorità dell'agenda politica di 4 regioni italiane.

Ad annunciarlo a Bari, al forum organizzato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, i presidenti di Puglia, Friuli, Abruzzo e Molise. I governatori Nichi Vendola, Debora Serracchiani, Giovanni Chiodi e Paolo Di Laura Frattura, seduti intorno allo stesso tavolo organizzato dal nostro giornale presso l’ex palazzo delle Poste di Bari, si sono ritrovati con agli amministratori di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e di Ntv, Giuseppe Sciarrone. Tutti insieme per discutere in modo franco e diretto sul problema-treni: e se tutti sono sembrati concordi nel ritenere l’investimento sull'Alta Velocità vera e propria (rispetto alla quale il governatore Vendola si è detto non contrario ideologicamente) come un obiettivo di lungo periodo sul quale tuttavia occorre da subito eseguire studi e progetti, già da domani, è invece possibile chiedere al Governo interventi per incrementare la velocità, lungo la linea ferroviaria esistente tra Lecce e Milano, dagli attuali 150-180 km/h ai 200-220 km/h. In termini di tempo per chi viaggia significa guadagnare quasi due ore, ma significa anche poter viaggiare finalmente su convogli più moderni e confortevoli.

Un obiettivo raggiungibile, che costerebbe un miliardo di euro perché comprenderebbe il raddoppio del tratto Termoli- Lesina (argomento sul quale ieri il Molise si è detto pronto a rivedere la sua posizione) dove ancora si viaggia su binario unico. Poca cosa rispetto ai 30-50 miliardi ipotizzati per la realizzazione dell’Alta Velocità, e che tuttavia già consentirebbe l'utilizzo sin da Lecce dei moderni convogli Frecciarossa (Etr 500), Frecciargento (Etr 485) o degli Italo. L'impiego di questi treni sarebbe peraltro tecnicamente possibile sin da oggi (senza nessun investimento e nessun costo) e già questo consentirebbe di risparmiare oltre un’ora di viaggio. Ma l'ad di Ferrovie dello Stato, Moretti, non è intenzionato a concedere, anzi a restituire alla Puglia i treni veloci (dal momento che in passato gli Etr 500 servivano proprio i collegamenti Milano-Lecce, come ha ricordato l'ing. Sciarrone) perché ritiene che l'azienda debba concentrarli su tratte più brevi, cioè con tempi di percorrenza che non superino le quattro ore. La Puglia però si trova suo malgrado a più di 4 ore di viaggio dal Nord, e così, poiché Moretti ritiene il viaggio troppo lungo (e quindi poco remunerativo), per noi niente Frecciarossa.

Un argomento che non convince del tutto e che andrebbe quanto meno approfondito sul piano dei numeri. Anche alla luce della proposta lanciata dal concorrente di Moretti, Giuseppe Sciarrone, amministratore delegato di Ntv (la società che gestisce il moderno treno «Italo») secondo il quale i servizi a lunga percorrenza della linea Adriatica andrebbero assegnati tramite gara pubblica a un unico operatore ferroviario, secondo precisi canoni di qualità fissati dallo Stato. Come dire che forse portare treni moderni e veloci che colleghino Sud e Nord alla fine può convenire. Questo nel caso in cui uno studio di mercato dovesse dimostrare che la linea non è remunerativa. In attesa di capire come andrà a finire anche alla luce di uno studio della domanda di trasporto su questa linea (idea sulla quale si sono detti d’accordo anche i governatori) alle regioni adriatiche non resta che verificare tutte le possibili strade per trovare i fondi necessari al potenziamento della linea.

Per l’Alta Velocità vera e propria le Regioni dovranno insistere col governo italiano affinché l’Unione europea estenda il corridoio Baltico-Adriatico da Ancona fino a Foggia, dove si raccorderebbe con il «Corridoio uno» che da Napoli devia verso Bari. Il risultato del forum è che il tema dei treni veloci sul versante adriatico è tornato al centro del dibattito pubblico. Il prossimo appuntamento, come ha suggerito lo stesso Vendola, sarà a Roma. Nel frattempo chiederemo a tutte le Regioni interessate la sottoscrizione del nostro appello-manifesto sul quale già ieri i quattro governatori presenti si sono detti disponibili (con qualche piccola variazione) ad approvarlo. La nostra battaglia sui treni, dunque, continua.

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