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BATTAGLIA TRENI

E’ una vergogna - come ha detto il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi a proposito della battaglia per “i treni più veloci” sulla dorsale Adriatica portata avanti dalla Gazzetta del Mezzogiorno - che un pezzo del Paese non sia collegato con l’Alta velocità ferroviaria. E’ una vergogna non solo per le ragioni sollevate dal ministro (che approvando lui stesso la battaglia della Gazzetta del Mezzogiorno l’ha definita “la battaglia di tutti noi”, cioè anche sua). E’ una vergogna, soprattutto il fatto che in uno stesso Paese ci sia una parte dei cittadini che viaggiano su treni comodi e super-veloci (quelli delle regioni lungo la dorsale Tirrenica sulla Napoli-Roma- Milano dotata dell’Alta velocità) ed altri (i cittadini delle Regioni della dorsale Adriatica) su treni lenti e con comfort da terzo mondo.
Sia i cittadini del Nord che quelli del Sud pagano le stesse tasse; e sia gli uni, sia gli altri finanziano allo stesso modo l’acquisto del materiale rotabile: i super veloci e lussuosi Frecciarossa, però sono destinati ad una parte del Paese, mentre quelli lenti e vecchi, i Frecciabianca alle Regioni del Sud: Puglia, Abruzzo, Molise, Marche, Molise. Non solo: guardando il sito di Trenitalia scopriamo che i passeggeri delle Regioni del Sud (che contribuiscono con imposte e tributi a sostenere la realizzazione delle infrastrutture dell’Alta Velocità e i treni Frecciarossa e ai quali sono destinati i treni da terzo mondo), pagano quasi le stesse tariffe di quei cittadini del Nord che viaggiano, invece, su treni di lusso e ad Alta velocità.

Un esempio: la tariffa su un Frecciabianca da Bari a Bologna (650 km, 5 ore e 36 minuti di viaggio) è di 71,50 euro; da Napoli a Milano (846 km, 4 ore e 40 minuti di viaggio) la tariffa è di 95 euro, col Frecciarossa. Se si divide la tariffa per i km, si ottiene, sia nel caso del tratto Bari-Bologna col Frecciabianca, sia nel tratto tra Napoli e Milano (sull’Alta velocità con il Frecciarossa) si ha una tariffa pari a 0,11 euro a km. La stessa che si ha col Frecciabianca, su una linea dove la velocità media è di 115 km orari, contro la media dei 180 km orari sul tratto Napoli- Milano.

Ecco dunque la dimostrazione che a due servizi completamente diversi corrispondono tariffe uguali. Non solo due servizi diversi con tempi di percorrenza diversi, ma anche qualità del materiale diverso e infrastruttura completamente diversa. «Una vergogna». Forse anche a questo si riferiva il ministro dei Trasporti Lupi. E detto da lui, ministro dei Trasporti, quasi ci consola scoprire dopo mesi dall’avvio della nostra battaglia, che abbiamo un nuovo alleato. Aspettando che qualcosa accada il segretario generale della Uil-Puglia, Aldo Pugliese annuncia da subito una azione collettiva, (class action).

«A fronte della disparità di trattamento da parte delle Ferrovie dello Stato - dice Pugliese - riteniamo che ci siano i presupposti per intervenire e denunciare questo diverso trattamento riservato ai cittadini del Sud, rispetto a quelli del Nord. Pur pagando tutti le stesse tasse, alcuni sono trattati da cittadini di “serie A” ed altri da cittadini di “serie B”». «Nei prossimi giorni - conclude il segretario della Uil - chiederemo alla nostra Associazione dei Consumatori quale percorso legale intraprendere per garantire i diritti dei cittadini».
Una novità, questa, che si aggiunge: alla solidarietà dimostrata dal ministro Lupi (e degli altri quattro ministri intervenuti alla convention del Nuovo centro destra a Bari); agli oltre 15mila cittadini che finora hanno sottoscritto la petizione; all’appello sottoscritto dai governatori delle quattro Regioni che hanno aderito alla nostra iniziativa; all’ordine del giorno approvato a Roma dai presidenti dei Consigli regionali; alla solidarietà dei sindaci dei Comuni piccoli e grandi che espongono sui propri municipi lo striscione della battaglia e degli enti che giorno dopo giorno sposano questa iniziativa.

 

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