BARLETTA - Potati «a raso», come se fossero infestati dalla Xylella. Ma così non è. Qui, per fortuna, la Xylella non si è manifestata, ma la circostanza non ha salvato decine e decine di ulivi che si trovano (ahiloro) sull’area dell’ex Cartiera, monumento-fantasma al fallimento della industrializzazione targata Anni Sessanta. Da troppi anni ormai quella fabbrica, oggetto in passato di vorticosi e sfortunati cambi societari, ha smesso di produrre. E dopo una lunga e tormentata vicenda, che ha portato alla cancellazione di centinaia di posti di lavoro, è stata acquisita al fallimento da una cordata di imprenditori barlettani.
Da anni si ipotizzano riusi da definire magari nell’ambito del Piano urbanistico generale (Pug) che sembra davvero a portata di mano in occasione di ogni tornata elettorale (meglio se amministrativa) e tale tornerà ad essere appena il ritorno alle urne sarà meno virtuale di come si prospetta adesso. Ma, tra piani di lottizzazione chiusi nei cassetti e di cui non si dibatte neppure e futuribili destinazioni, non se ne fa nulla. Ora, la novità della «potatura» che è un vero e proprio abbattimento degli ulivi, già sacrificati in gran numero all’epoca dell’esproprio (e alcuni agricoltori non sono mai stati indennizzati). Certo, il tronco e le radici degli alberi, come dimostrano le foto di Calvaresi, sono rimasti al loro posto. Ma è ben poca cosa. Come dicono negli uffici regionali dell’agricoltura, a quel tipo di intervento in genere segue la scomparsa dell’uliveto.
Sul posto, intanto, sono intervenuti i vigili urbani di Barletta. Pare che l’intervebto sia stato «autorizzato», ma al momento non è dato da sapere da chi e con quali limiti. Certo è che gli ulivi non aventi carattere di monumentalità (ma tra di loro potrebbe essercene qualcuno) in Puglia sono tutelati dalla legge 14 febbraio 1951, n. 144 (Modificazione degli articoli 1 e 2 del decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475, concernente il divieto di abbattimento di alberi di ulivo) e dalle norme applicative regionali.
Tutela sulla carta, evidentemente. Da Palazzo di Città qualcuno avrà la bontà di farne sapere di più? E la Forestale (recentemente assorbita dai Carabinieri) non ha nulla da verificare?
Rino Daloiso
















