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Asl, pioggia di incarichi
ben 350 in ventuno mesi

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di Rino Daloiso

BARLETTA - Ma quali sono i criteri per l’assegnazione degli incarichi legali all’Asl di Barletta, Andria, Trani? Franco Corcella, coordinatore della Camera del lavoro-Cgil di Barletta lo chiede al direttore generale Ottavio Narracci. «Dopo quasi un anno e mezzo dalle critiche osservazioni rivoltele sullo stesso tema - scrive Corcella - e dopo un’attenta riflessione scaturita dalla lettura delle deliberazioni adottate sul conferimento di incarichi a legali per la costituzione in giudizio della Azienda sanitaria locale di Barletta, Andria, Trani, così come pubblicate sul sito web della stessa Asl, mi pare che nella sostanza nulla sia cambiato rispetto al passato». Anzi. «Semmai - continua il rappresentante della Camera del lavoro - la situazione appare consolidata e in via di ulteriore consolidamento e induce a tornare sul problema e a fare alcune domande/riflessioni».

le domande Quali sono queste «domande/riflessioni» che Corcella pone «con la illusoria speranza di ricevere più credibili ed esaustive risposte rispetto a quelle non fornite alla precedente richiesta del maggio 2015 del sindacato?». Eccole.

«Le tabelle e le delibere ricavate dalla lettura dell’Albo pretorio dell’Asl - afferma - fotografano una particolare concentrazione di incarichi legali conferiti da gennaio 2015 a tutto settembre 2016. Nella generalità delle deliberazioni e nell’arco di tempo preso in esame, in maniera più o meno sistematica seppur contraddittoria, si legge, ad esempio: “...tenuto conto della necessità di procedere alla costituzione in giudizio, nella prosecuzione del giudizio in successione all’attività svolta dall’ex Direttore di Struttura burocratica legale, nell’interesse di tutelare le ragioni dell’Azienda sanitaria locale di Barletta, Andria, Trani” E con questa precisazione (“essendo stato, il precedente responsabile dell’Ufficio Legale Asl Bt, l’avv. Alessandro Delle Donne, nominato direttore amministrativo di omologa struttura presso il Policlinico di Bari”) si conferisce incarico ad avvocato esterno».

Corcella prosegue: «L’altra variante suona così: “Considerato che questa Struttura burocratica legale è sprovvista di Dirigente Avvocato abilitato al patrocinio ed alla costituzione nelle cause dinanzi alle seguenti Magistrature: - Giudice di Pace - Tribunale del Lavoro – Tribunale Civile – Tribunale amministrativo regionale – Corte d’Appello – Consiglio di Stato – Cassazione”... E allora,

con questa rassegnata considerazione, si conferisce, pertanto, incarico ad avvocato esterno per ogni tipologia di causa e livello giurisdizionale».

E poi: «Considerato che l’avvocato Alessandro Delle Donne, dipendente Asl Bt, dirigente della Struttura burocrtica legale, «essendo l’unico avvocato dell’Azienda, ha un carico di lavoro considerevole che non le consente di assumere la difesa nel giudizio oggetto della presente deliberazione...” e così via».

le formule «Eppure - continua Corcella - anche allorquando nell’Asl di Barletta, Andria, Trani s’insedia un nuovo dirigente avvocato, nella premessa delle deliberazioni si continua a trascrivere questa locuzione e a conferire ugualmente incarichi ad avvocati esterni. Con la precisazione “esperenziale” che segue…: “Ritenuto opportuno, pertanto, costituirsi in opposizione nel giudizio … per contrastare quanto ex adverso preteso, poiché infondato in fatto ed in diritto, per il tramite di un legale di fiducia dell’Amministrazione, individuato attraverso le competenze professionali maturate in relazione allo specifico oggetto della vertenza e, previo accertamento, che il professionista nominato non abbia mai incardinato alcun giudizio contro questa Asl”. In tal caso si parla di “legale di” una non meglio precisata e presunta “fiducia dell’Amministrazione”, acquisita e/o accreditata non si sa quando, come, perché e ad opera di chi? Si fa riferimento a “… competenze professionali maturate in relazione allo specifico oggetto della vertenza…”, apprezzate secondo sconosciuti metri di valutazione e/o informazioni acquisite non si sa come, quando e da chi?».

Con ciò, «sottovalutando il fatto che a furia di conferire incarichi agli stessi avvocati, sulle stesse materie e tipologie di cause, è la stessa Asl che finisce col contribuire a far maturare e irrobustire competenze professionali agli stessi professionisti esterni, tutto con le risorse della collettività, proprio quella che si vede, per esempio, bistrattata dalla stessa Asl attraverso il giudizio riduttivo o negativo delle proprie Commissioni Invalidi e contro il quale “ricorre” così come si legge nelle numerose delibere in questione in questi termini: “Con ricorso notificato alla Asl Bt – prot.n……. – l’attore Sig. ……., rappresentato e difeso dall’ Avv. ……., chiede al Giudice adito del Tribunale di Trani, Sezione Lavoro, di voler disporre l’accertamento tecnico preventivo, disponendo consulenza tecnica d’ufficio medica, per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie a causa delle patologie da cui è affetta nella misura pari o superiore al 67%, ai fini del riconoscimento del diritto all’esenzione dal pagamento del “Ticket Farmaceutico”».

Non è finita: c’è un’altra variante: «Vista indicazione del Direttore Generale con riferimento all’Avv. ………, con studio in …… alla Via ……………….., individuato come legale nel giudizio de quo”». Per la Cgil, «questo punto lascia intendere che non esistono criteri di sorta sulla scelta degli studi legali cui affidare i detti incarichi. Apparendo il tutto, semmai, come unicamente ed arbitrariamente deciso dal Direttore Generale secondo giudizi e parametri personali evidentemente non noti, non regolamentati e al di fuori di ogni controllo; la responsabilità ricade tutta intera – con onori ed oneri – in capo alla Direzione Generale, o meglio al solo Direttore Generale, che individua - caso per caso e di volta in volta - l’avvocato da incaricare (sarebbe meglio dire “da gratificare”!). Le tabelle sono fin troppo espolicite: sono 350 gli incarichi affidati in 21 mesi (gennaio 2015/settembre 2016), con una media di n.16,7 incarichi mensili. Sono 55 gli studi legali esterni individuati. Ben 209 gli incarichi concentrati solo in favore dei primi soli 8 studi legali e ben 130 gli incarichi affidati in esclusiva ai primi 3 studi legali nella classifica stilata con le delberazioni pubblicate all’Albo pretorio Asl alla mano. Rimangono poi 141 incarichi distribuiti ai 46 studi legali rimanenti…».

gli incarichi Insomma, «il conferimento degli incarichi sembra essere l’indiscutibile prodotto della volontà discrezionale del direttore generale dell’Asl e del suo insindacabile giudizio di scelta di liberi professionisti che sono pagati con soldi pubblici, dei cittadini-utenti tutti. Non è dato sapere se – dal preposto ufficio dell’Area Gestione del Personale - siano state attivate procedure amministrative di reclutamento di altre unità di personale utili ad evitare questa “invasione” di legali liberi professionisti».

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