Giovedì 09 Aprile 2026 | 14:16

Barletta, il Comune nega la benemerenza (proposta dal Pd) all'attivista delle case popolari

Barletta, il Comune nega la benemerenza (proposta dal Pd) all'attivista delle case popolari

Barletta, il Comune nega la benemerenza (proposta dal Pd) all'attivista delle case popolari

 
Adriano Antonucci

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Adriano Antonucci

Barletta, il Comune nega la benemerenza (proposta dal Pd) all'attivista delle case popolari

Di Bari fu gambizzato il 24 ottobre. Il sindaco Cannito: «Ha deciso una commissione, secondo me ha lavorato bene »

Giovedì 09 Aprile 2026, 10:39

Benemerenze e polemiche. Nel pomeriggio di ieri l’amministrazione comunale ha conferito la civica benemerenza «Città di Barletta» a personalità, cittadini e realtà associative che - si legge nella nota diffusa dal Comune - «attraverso il loro impegno civile, sociale, culturale e professionale, contribuiscono quotidianamente a dare lustro e valore alla città». Tra i premiati, nonostante la candidatura, non c’è il presidente del comitato di quartiere zona 167 Giuseppe Di Bari. Lo scorso 24 ottobre, Di Bari è stato raggiunto da tre colpi d’arma da fuoco che lo hanno ferito al tallone e ad entrambi i polpacci. L’agguato è avvenuto in via Leonardo da Vinci, proprio a due passi dalla sede del comitato.

A candidare il presidente del comitato di quartiere alla benemerenza era stata la capogruppo consiliare del Partito Democratico Rosa Cascella che ha definito il respingimento della proposta «un’occasione persa» puntando il dito contro il sindaco Cosimo Cannito e il presidente del consiglio comunale Marcello Lanotte. «Ho proposto il suo nome - ha affermato Cascella - per lanciare un segnale forte che avrebbe dovuto vederci tutti dalla stessa parte. Pochi mesi fa Giuseppe è stato vittima di un attentato che ha lasciato la città senza parole: qualcuno ha cercato di ammazzarlo a colpi di arma da fuoco, riuscendo fortunatamente solo a ferirlo. Un’esperienza terrificante. Ma nonostante quei proiettili siano ancora oggi nelle sue gambe, faticosamente e con grande coraggio Giuseppe è riuscito a ripartire con le sue attività in favore della collettività, senza perdersi d’animo. La cerimonia avrebbe potuto essere una splendida occasione per il sindaco e il presidente del consiglio comunale di rappresentare veramente lo spirito più autentico e solidale di questa città, dando un significato ancora più profondo a questa benemerenza. Premiare Giuseppe per fargli sentire la vicinanza di tutti noi e ribadire che in questa città non ci sarà mai spazio per la criminalità e la delinquenza. Che la legalità è un valore imprescindibile di fronte al quale non possono esserci divisioni o antipatie. Invece no. E non me ne stupisco».

La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere. «Io - ha affermato Cosimo Cannito - mi attengo al deliberato della commissione che ha valutato i curricula delle proposte, quindi mi attengo a quanto deciso. Però, siccome non mi nascondo dietro un dito, penso che la commissione abbia operato bene, nell’attesa che venga chiarita tutta la situazione legata al ferimento. C’è sempre tempo per riconoscere al signor Di Bari il merito che gli spetterebbe, qualora tutto fosse chiarito in termini di verifica delle cause del ferimento. Voglio ricordare a tutti che quella vicenda è stata collegata a temi urbanistici che, a mio avviso, non c’entrano nulla con questo episodio di criminalità che si è consumato sul nostro territorio. E io continuo, ancora una volta, a rinnovare il mio senso di solidarietà al signor Di Bari».

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