Un negozio di abbigliamento e accessori che chiude i battenti non dovrebbe far notizia, per quanto si tratti di un avvenimento poco piacevole. Non è il caso di Santamadonna, che fin dal 1891, e per 134 lunghissimi anni, ha accompagnato lo scandire del tempo lasciando un segno indelebile nella storia della città. Il mondo corre a velocità sempre più sostenute ed è necessario adeguarsi alle dinamiche del mercato per tenere il passo. I titolari hanno scelto così, seppure a malincuore, di «sacrificare» la sede fisica di via Ottavio Tupputi per meglio gestire le centinaia di ordini che giungono quotidianamente online.
Vale la pena evidenziare l’indiscutibile successo che Santamadonna ha ottenuto in poco meno di cinque anni sui social. Un’azzeccata strategia comunicativa ha consentito all’impresa biscegliese di conquistare notevoli quote di clientela online e salire alla ribalta nazionale (300 mila followers su Facebook, 230 mila su Instagram). I volti e le voci dell’attività hanno spiegato le ragioni della dolorosa decisione assunta in una clip divenuta virale: «Lo abbiamo fatto per trasformarci, con coraggio. Questo cambiamento ci permetterà di essere più vicini ai tantissimi che ci seguono da ogni angolo d’Italia, consentendoci di concentrare le nostre forze e le energie in una direzione nuova che ci entusiasma, per continuare ad inseguire i nostri sogni». L’obiettivo è sviluppare ulteriormente la modalità dei «temporary shop», ovvero la collocazione itinerante, della durata di alcuni giorni, in negozi provvisori stabiliti nelle diverse città italiane. Le ultime tappe, a Roma e Bari, hanno fatto registrare una partecipazione massiccia. «Siamo in 5. Abbiamo scelto il family branding come percorso aziendale. Non possiamo essere ovunque» hanno spiegato i titolari. «Oggi scegliamo dove investire le nostre energie. Quando abbiamo stravolto tutto durante il Covid, all’inizio ci hanno deriso e nessuno capiva, poi ad un certo punto hanno scritto tesi di laurea su Santamadonna».
L’ultimo attestato d’affetto in questi giorni: un autentico bagno di folla nel centro storico per le vendite fisiche dei modelli ancora a disposizione nello store. «Non è certo una resa ma l’esempio concreto di come un’azienda sappia mutare, cambiare e adattarsi. Santamadonna dimostra che il valore di un’azienda non risiede soltanto nello spazio fisico ma nella visione e nella creatività» ha osservato Onofrio Musco, assessore comunale alle attività produttive. Leo Carriera, presidente di Confcommercio, ha commentato con amarezza e preoccupazione: «Non c’è più tempo da perdere. Serve un’azione condivisa tra istituzioni, associazioni di categoria e operatori economici per difendere e rilanciare il commercio di prossimità».
















