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Andria, all'ospedale Bonomo donazione multiorgano dopo il decesso di una 51enne

Andria, all'ospedale Bonomo donazione multiorgano dopo il decesso di una 51enne

Andria, all'ospedale Bonomo donazione multiorgano dopo il decesso di una 51enne

 
Redazione Bat

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ospedale Bonomo Andria

La donna, di Bisceglie, ha potuto donare fegato, cuore, reni, polmoni e cornee

Lunedì 17 Luglio 2023, 10:54

ANDRIA - Una donazione lunga 30 ore: 30 ore in cui una famiglia ha preso consapevolezza di una morte improvvisa e ha deciso di donare, 30 ore in cui in una sola sala operatoria si sono avvicendate cinque equipe diverse che hanno risposto a urgenze di trapianto provenienti da tutta Italia. All'ospedale Bonomo di Andria una donna di 51 anni di Bisceglie ha donato fegato, cuore, reni, polmoni e cornee.

«Al marito e ai figli della donna va il nostro grazie - dice Giuseppe Vitobello, Responsabile donazioni della Asl Bt che ha coordinato le operazioni - non hanno avuto esitazioni. Gli organi della donna sono stati considerati tutti idonei e oggi significano vita per molti in attesa di un'altra possibilità».

Tutte le operazioni sono state eseguite nel blocco operatorio diretto dal dottor Nicola Di Venosa: il fegato è stato prelevato dal Policlinico di Pisa dove è stato trasferito per il trapianto, il cuore è stato prelevato dai cardiochirurghi di Bari, un rene è andato al Niguarda di Milano mentre l'altro sarà trapiantato in Puglia, i polmoni sono stati prelevati dal policlinico di Padova dove sono in corso di trapianto, le cornee sono state prelevate dagli oculisti di Andria e trasferite alla banca degli occhi di Mestre.

«E' la decima donazione dell'anno - aggiunge Vitobello - e il ringraziamento a tutti gli operatori che si sono avvicendati è doveroso».

«Siamo vicini alla famiglia che sta vivendo in queste ore il dolore inconsolabile della perdita - dice Tiziana Dimatteo, Direttrice Generale della Asl Bt - al marito, ai figli e a tutti gli affetti della donna va il nostro grazie che è il grazie di chi riceve vita e speranza. Non esiste gesto più nobile».

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