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In Puglia e Basilicata

IL CASO PUBBLICO

Lido Mongelli a Trani, attese e speranze

Lido Mongelli a Trani, attese e speranze

L’area di quella che dovrebbe essere la nuova spiaggia libera con servizi autorizzata dal Comune

Il sindaco: «I nuovi gestori potrebbero aprire velocemente l’attività rimuovendo l’abuso creato: se cercano nuove soluzioni la vedo dura»

28 Giugno 2022

Nico Aurora

«Sono molto arrabbiato», dice il sindaco. «Anche noi, perché forse non sarà l’unico caso», rispondono tre associazioni.
Il riferimento è al nuovo «incidente di percorso» del lido Mongelli a Trani, con i lavori sospesi nell’area di quella che dovrebbe essere (condizionale più che mai d’obbligo) la nuova spiaggia libera con servizi autorizzata dal Comune in qualità di responsabile delle concessioni di aree demaniali. Il dirigente dell’Area urbanistica, Francesco Gianferrini, nei giorni scorsi ha ordinato lo stop immediato alle opere in corso poiché in parte difformi dal progetto presentato. Lo scorso anno, con altro concessionario, per analoghi motivi c’era stato persino il sequestro preventivo del sito. Ed allora, è un problema sanabile? Oppure anche questa volta, per il secondo anno consecutivo. niente lido?

«Non lo so - risponde il primo cittadino, Amedeo Bottaro -, ma so che Io sono molto arrabbiato con i gestori, perché queste leggerezze non sono più consentite: errare è umano, perseverare è veramente diabolico. Mi aspettavo fortemente che si potesse finalmente aprire quel lido e gestire anche quel tratto di spiaggia libera nel migliore dei modi - prosegue Bottaro -, ma per ora non sta accadendo nulla». E allora ci sarebbero i tempi tecnici, giacché luglio è alle porte? «È chiaro che la velocità dipende anche da quanto e come il gestore intenderà muoversi per sanare la situazione - risponde il sindaco -. Se dovessero banalmente ritornare al vecchio progetto, già autorizzato, piuttosto che chiedere un’ulteriore modifica, allora credo ce la possano fare. Rimuovendo l’abuso creato potrebbero aprire velocemente, ricercando nuove soluzioni la vedo dura».

Dall’altra parte tornano a fare sentire la propria voce Libera, Comitato bene comune e Camera del lavoro Cgil, che già si erano mobilitate sulle spigolature talvolta eccessive della maggioranza Bottaro. «Con rammarico notiamo una tendenza sempre più forte a cedere porzioni di patrimonio collettivo a gestioni prettamente commerciali - scrivo i rispettivi presidenti Francesco Pacini, Vincenzo Ferreri e Vito de Mario -, che operano non con il fine primario di presa in cura e valorizzazione dei beni comuni, ma esclusivamente in una logica estrattiva finalizzata al massimo profitto che, unita ad una mancanza di controllo, finisce per sottrarre i beni alla fruizione pubblica e troppo spesso li danneggia invece di tutelarli. Serve intervenire in quella zona grigia creatasi tra incapacità di controllo pubblico e interesse privato speculativo, in cui si annida il malaffare fatto di complicità, clientele e disprezzo per la bellezza della nostra città».

Le tre associazioni chiariscono che «non siamo contro l’iniziativa privata, ma difendiamo la nostra Costituzione, che sancisce che “l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. E tutte le volte che questo non avviene - affermano con forza i tre sodalizi -, noi siamo pronti a denunciare per garantire l’ambiente e la fruibilità da parte dei cittadini». La richiesta è «di approvare il prima possibile il tanto atteso Piano delle coste, ma intanto invitiamo gli organi competenti a continuare a vigilare per verificare il rispetto delle regole anche negli altri lidi oggetto delle nostre segnalazioni. Ed Invitiamo anche i cittadini ad una partecipazione attiva alla verifica del rispetto delle buone prassi e dei regolamenti - concludono -, denunciando i soprusi».

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