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Australia al voto, il candidato premier è il barlettano Anthony Albanese

Australia al voto, il candidato premier è il barlettano Anthony Albanese

Gli exit poll danno lo sfidante Anthony Albanese dei Labour in vantaggio sul Premier uscente, il liberale Scott Morrison. La curiosità è che il papabile primo ministro australiano è di origine pugliese

21 Maggio 2022

Rino Daloiso

BARLETTA - Galeotta fu la crociera tra Sydney e Southampton nel lontano 1962. Ma chi l’avrebbe mai detto che da quell’idillio transoceanico sarebbe nato forse il futuro premier dell’Australia, barlettano doc? Eppure le cose potrebbero andare proprio così.

Anthony Albanese, 59 anni, è il candidato premier del partito laburista. Oggi in 17 milioni sono chiamati alle urne per rinnovare i componenti del Senato. Albanese si gioca la premiership contro Scott Morrison, alla guida da dieci anni di un governo conservatore composto da liberali e nazionali. Nella camera bassa (in Australia vige il bicameralismo, come da noi) si è già votato: nessuno ha conquistato la maggioranza. Morrison può contare su 75 deputati su 151, Albanese su 68, poi ci sono 8 tra verdi, indipendenti e rappresentanti dei partiti minori.

Con la scelta odierna dei senatori, i rapporti di forza non dovrebbero cambiare di molto. Anzi, dovrebbero rimanere sostanzialmente identici, anche se i sondaggi danno ancora in vantaggio il «barlettano» rispetto al 54enne presidente in carica. Si vota, infatti, col sistema proporzionale e stavolta sono in campo più candidati di partiti minori rispetto ai poli tradizionali. Molto complicato che uno dei contendenti conquisti la maggioranza assoluta (76 seggi). Ragion per cui si dovrebbe andare alla «coabitazione» o alla formazione di un governo di «unità nazionale». Proprio come accade agli antipodi, cioè da noi.
Ha davvero dell’incredibile la storia di Anthony. Il padre, Carlo, e la madre, Maryanne Ellery, australiana d'origini irlandesi, si conoscono nell’estate del 1962 a bordo della nave da crociera Fairsky. Il viaggio da Sydney e Southampton è lungo. Carlo fa lo steward a bordo del transatlantico e l’amore scoppia appassionato e irrefrenabile. Ma finisce una volta attraccati sulla costa inglese. Rentrata in Australia, Maryanne scopre di essere incinta. Scrive una lettera a Carlo, informandolo della circostanza, ma questi gli risponde che ha già un’altra donna, a Barletta.

Che fare? Per evitare lo scandalo, Maryanne pare orientrasi a dare in adozione il nascituro. Poi cambia idea e lo tiene per sè. Gli dà il cognome del padre e gli racconta che non c’è più: è scomparso, morto in un incidente stradale. A quattordici anni Anthony scopre la verità: il padre era vivo, non era sopravvenuto alcun incidente a portarglielo via. Quella scoperta non scombussola il senso di sè e la volontà dell’adolescente. La politica e l’impegno sociale diventano la sua ragione di vita. Il 30 maggio del 2019 conquista la leadership del Partito laburista, diventando nello stesso tempo il capo dell’opposizione e quindi sfidante del leader conservatore. Dal quale lo distingue anche e soprattutto l’opposta sensibilità sulle questoni ambientali poste dal cambiamento climatico, che stanno costando al sua avversario una impopolarità crescente. Ma la campagna elettorale appena conclusa è stata quasi del tutto monopolizzata dal sempre più insostenibile costo della vita, dalla sanità e dall’assistenza fragile agli anziani. Vi stanno fischiando le orecchie, per caso?
Fra poche ore sapremo se Anthony il barlettano potrà o meno coronare il sogno di guidare il governo di Canberra. A profetizzarlo quasi 60 anni fa, si sarebbe passati per visionari. O peggio.

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