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Andria, un amaro dalle foglie di ulivo: torna in vita la ricetta di 100 anni fa

Andria, un amaro dalle foglie di ulivo: torna in vita la ricetta di 100 anni fa

L'idea di due giovani andriesi, Luca e Simona, che vivono al Nord ma che mantengono il legame con la terra d'origine attraverso le tradizioni

20 Maggio 2022

Aldo Losito

ANDRIA – Come sfruttare al massimo le risorse del territorio. I nostri nonni sapevamo trarre il massimo profitto da tutto, ed ecco spiegato come dagli ulivi, oltre all'olio extravergine, siano riusciti anche a tirar fuori un liquore amaro dalle foglie del prezioso albero. Se l'oro verde di Andria è ormai noto in tutta Italia, il distillato è tornato in vita grazie all'idea di due giovani andriesi, capaci di riprendere un'antica ricetta tramandata di padre in figlio negli ambienti agricoli della zona. Una ricetta vecchia di cento anni, infatti, è alla base dell'amaro, dove le foglie di ulivo recuperate dalla potatura degli alberi, unite alle erbe pugliesi della Murgia, diventano elementi caratteristici di questo prodotto artigianale. Gli artefici di questo prodigio sono i 31enni Luca Marmo e Simona Santovito, andriesi doc che vivono e lavorano al Nord in settori diversi da quello enogastronomico, ma che mentengono vivo il legame con la propria terra, riportando alla luce le antiche tradizioni.

Luca, come nasce l'idea di produrre e commercializzare questo prodotto?

«L'idea nasce per puro caso. Mentre a settembre eravamo in Puglia nelle campagne di Andria, dai soliti discorsi che si fanno tra giovani che vivono fuori, ci si è soffermati sulla valorizzazione del nostro territorio molto ricco di materie prime, e di tante opportunità che ci sono e che spetta a noi giovani sfruttare. Era il periodo della potatura e abbiamo notato foglie e rami di ulivo buttati via. Da lì riscoprendo una vecchia ricetta dei bisnonni, usata per produrre un infuso alle foglie di ulivo, ci siamo detti, perché non provare a realizzare qualcosa di unico e che rispecchiasse tutti gli elementi del nostro territorio? Materie prime, nome e odori. E da questa chiacchierata è nato il progetto»

Quanto lavoro c'è dietro questa esperienza?

«Sono trascorsi diversi mesi di ricerca per provare a ripetere la ricetta vecchia cento anni, in cui non erano però citati i dosaggi ma solo le materie prime utilizzate (foglie di ulivo ed erbe che crescono sulla Murgia). Dopo diverse prove e tentativi con la distilleria pugliese a cui ci siamo affidati per l'infusione di questi prodotti, abbiamo partorito la ricetta finale. Infatti, il sapore e il gusto sono totalmente differenti dagli altri prodotti in circolazione e addirittura lascia il pizzicore sulle labbra, classico del nostro olio extravergine di cultivar 'Coratina'»

Avete studiato e vivete a Nord, ma la Puglia resta nel cuore ed è diventata motivo di lavoro

«Sia io che Simona abbiamo studiato Economia all'Università di Bari. Io ormai da 6 anni sono a Milano, mentre lei fa da spola tra Novara e Andria. La Puglia nel cuore c'è sempre, anche perchè è la terra in cui siamo nati, a cui siamo grati e dalla quale entrambi non siamo fuggiti. Anzi, vogliamo ritornare cercando di portare ciò che abbiamo e stiamo imparando fuori. Infatti, la sede del progetto è Andria. Siamo ancora piccolini come realtà (visto che siamo appena nati), ma l'obiettivo è quello di aggiungere un ulteriore elemento di riconoscimento per la Puglia in Italia e chissà anche nel mondo».

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