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Effetto Harrison in casa Brindisi

Effetto Harrison in casa Brindisi

coach Morea

Morea: troviamo qualità. E lui una squadra diversa

10 Marzo 2022

Angelo Sconosciuto

Mentre chiude l’edizione, mrs Dee-D’Angelo Harrison, guardia tiratrice per gli annuari del basket -, è in volo verso Brindisi da Bergamo-Orio al Serio. La burocrazia delle Ambasciate e quella delle Federazioni hanno completato il loro corso nelle scorse ore, con il «folletto dell’Alaska» che ha saputo essere un grande comunicatore gestendo sui social, il suo rientro a Brindisi.

Atleta Happy Casa nello scorso campionato, quindi punto di forza della più forte squadra ucraina, il Prometey, D’Angelo Harrison domenica pomeriggio annunciò, a suo modo, l’accordo raggiunto con Brindisi postando una foto mentre stava indossando la canotta della Happy Casa; martedì, tramite il suo profilo Instagram ha fatto sapere di essere ancora a Praga, dove da due mesi il presidente del Prometey aveva trasferito tutti gli atleti; ieri mattina, infine, aveva lasciato intuire l’arrivo, postando la foto della conferenza stampa di agosto 2020, accanto a coach Vitucci.

Mr Dee dovrebbe scendere dunque sul parquet del PalaVitifrigo di Pesaro, domenica e intanto sul tema «Mr Dee» si è stati a colloquio con Alberto Morea, 1° assistant coach della Happy Casa.

Coach Morea, si va ricomponendo il team dello scorso anno: pensiamo solo al ricomporsi dell’asse Harrison-Perkins…

«La parte più profonda di me avrebbe preferito continuare a seguire a distanza la stagione che D’Angelo stava conducendo in Ucraina. Sì, è vero, si ricompone quell’asse, ma il team è diverso. È vero che ci sono giocatori che erano con noi nella passata stagione, ma è anche vero che ce ne sono di altri, differenti sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista morale, vengono fuori delle combinazioni diverse. È una squadra diversa: è chiaro che il livello di conoscenza tra alcuni di essi è un qualcosa che può avvantaggiare tutti»

Oltre ai punti, cosa può dare Mr Dee...

«Oltre ai punti, stando nel tecnico, è chiaro che determina una pericolosità dal perimetro verso il canestro, quindi crea una dimensione di pericolosità esterna, che può diventare interna. Questo si ripercuote in positivo sugli altri compagni di squadra: Perkins ad esempio potrebbe avere più spazio vicino al canestro; Gentile sia dentro sia fuori. Stesso discorso vale per De Zeeuw. Per loro potrebbero esserci più spazi. Si crea una pericolosità diffusa… E poi, da un punto di vista psicologico e relazionale D’Angelo è uno che mostra molta solidità e concretezza, è capace di fare quello che serve, di creare le condizioni di vincere una partita. In questo periodo, diverse squadre hanno indirizzato le loro attenzioni difensive su Perkins; con D’Angelo aggiungiamo una importante pericolosità nella dimensione esterna».

Il presidente Marino domenica sera, all’annuncio, ha detto che sono annullati i tempi di ambientamento per il nostro folletto.

«Intanto bisogna dare il merito alla famiglia Marino, al presidente Nando ed al general manager Tullio di aver dato mandato al direttore sportivo Giofrè di aprire la trattativa e di fare in modo di riportare D’Angelo a Brindisi. È un segnale forte, da parte della famiglia Marino, alla città ed a quello che chiamiamo il “popolo del basket”. Abbiamo il vantaggio noi di conoscerlo bene, ma anche da parte sua c’è il vantaggio di sapere dove si trova e la sua capacità di creare emozioni. Lo scorso anno in pochi hanno avuto la possibilità di vederlo giocare da vicino. Adesso in tanti avranno la possibilità di toccare con mano le emozioni che riesce a trasmettere e la voglia che ha di vincere ogni partita».

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