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deve solo vincere

enel basket brindisi

di FRANCO DE SIMONE

Brindisi-Pesaro: qual è il leit motiv dello scontro in programma alle 18,15, sul parquet del palaElio? Semplice: affrontare l’impegno con lo spirito giusto. Avendo bene in mente che, in prima battuta, nessuno ha mai regalato niente, soprattutto nello sport e nella pallacanestro in particolare; poi, che la vittoria è necessaria perchè solo così si continuerà a percorrere «via della speranza», al termine della quale ci si potrebbe immettere in «piazza playoff».
Brindisi non ha alternative. Proprio come i loro avversari odierni, i giocatori della Consultinvest Pesaro, i quali sanno che un’ulteriore sconfitta li farebbe scivolare nel baratro. Ma attenzione: quando si è nella condizione nella quale si sono andati a cacciare i pesaresi, spesso scatta la molla che altro non è se non una sorta di ottimo corroborante che porta tutti ad esprimere il massimo, rendendo difficilissima la strada da percorrere agli avversari.

Oggi, quindi, entrambi i roster, anche se per motivi opposti, dovrebbero essere animati dalla forza dei combattenti. Sarà così?
Al di là delle considerazioni, è lecito che Brindisi speri. Tutti vorrebbero che la «loro» squadra «spari» con tutta la sua forza alla luna delle negatività, costituite in primis dalla mancanza di continuità, tallone d’Achille della squadra di coach Meo Sacchetti, alimentando così la fiamma di un post finale di regular season. In parole povere, ognuno dei suoi sostenitori vorrebbe rivedere la squadra dell’ultimo quarto del PalaSerradimigni, con quintetti magari ancora più compatti e convinti delle proprie forze e qualità.

Si vorrebbe rivedere quel Phil Goss autentico mattatore di Sassari, magari ben sostenuto nelle scorribande offensive da un ispirato Amath M’Baye, da un più continuo Kris Joseph, con i quali è sempre pronto a dare il suo contributo Robert Carter jr., sempre meglio inserito nei meccanismi di squadra.
Oggi, però, il primo sguardo correrà verso Nic Moore per capire se l’infortunio (trauma distorsivo) che lo ha bloccato nei giorni scorsi non permettendogli di svolgere gli allenamenti, sia un ricordo. Perchè a Sacchetti necessita come il pane poter avvicendare in campo il miglior Moore degli ultimi tempi, anche se il concetto base del coach dell’Enel Basket è che la squadra conta più dei singoli.

Una nota a parte è destinata al popolo del palaElio. È questo il momento più importante della stagione. Lo sanno tutti che l’unico fiore all’occhiello di Brindisi, nello sport (e non solo) è la squadra di basket. Tutt’intorno deserto dove non cresce nemmeno un’idea in grado di aprire le porte alla speranza di un momento diverso da quello attuale.
È opportuno difendere a spada tratta il «bene basket», senza stare tanto a sottilizzare. L’Enel Basket è la squadra dei brindisini. E pertanto ognuno deve sentirsela sua, sostenendola. Oggi, e così fino alla fine della stagione regolare, l’impianto di Contrada Masseriola deve tornare ad essere la mitica «Fossa dei leoni» degli anni ‘80. Nella quale sono state tante le squadre che hanno pagato pegno.

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