LAGONEGRO - «Sto studiando il fascicolo. Me lo sono portato a casa per approfondirlo con maggiore calma». Mentre il sostituto procuratore di Lagonegro, Francesco Greco, parla dell’indagine che coinvolge, tra gli altri, anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, allo stesso tempo, la presidenza del consiglio precisa: «In data 11 agosto 2009 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, ha definitivamente archiviato il procedimento a carico del sottosegretario Gianni Letta, giudicando del tutto inesistenti le ipotesi di reato formulate». In realtà il proscioglimento riguarda il solo reato di associazione per delinquere (sia per Gianni Letta che per Mario Morcone). Il resto dell’inchiesta per le ipotesi di reato di truffa, abuso d’ufficio e turbativa d’asta è stata invece affidata dalla procura generale presso la corte di Cassazione ai pm di Lagongero, sebbene la procura di Roma (pur dichiarandosi incompetente) li ritenga insussistenti.
L’indagine è quella avviata all’incirca un anno fa da Woodcock e relativa a presunte irregolarità nell’appalto per il centro di accoglienza per immigrati di Policoro. Il magistrato di Lagonegro spiega perché del caso dovrà occuparsi la Procura di Lagonegro. «La società che ottiene i soldi – dice - ha sede a Senise». Competenza territoriale, dunque.
Greco, attualmente, è allo stesso tempo sostituto e procuratore capo di Lagonegro, dopo la partenza di Grippo. Il nuovo capo della Procura, Vittorio Russo, è stato nominato ma non si è ancora insediato. Un altro sostituto è in maternità. Greco, che è a Lagonegro solo dal primo luglio, lascia intendere che, tra udienze e altro, non avrebbe avuto molto tempo per occuparsi dell’indagine su Letta. Anche per questa ragione ha preferito portarsi il fascicolo a casa, oltre che per studiarselo con più calma. E in conclusione dice: «Sicuramente continueremo gli accertamenti decisi all’epoca da Henry John Woodcock».
Assieme a Letta risulterebbero indagati anche il capo del dipartimento Immigrazione del ministero degli interni, Mario Morcone e i fratelli di Senise, Angelo e Pierfrancesco Chiorazzo, rispettivamente vice presidente de la società «La Cascina» e presidente della cooperativa «Auxilium». «La Cascina» è una holding di cooperative, nata come mensa per gli studenti romani, che oggi controlla ospedali, hotel e ristoranti in varie regioni italiane. Collegata ad essa è la «Auxilium» che ha sede a Senise.
Secondo l’accusa «La Cascina» si sarebbe aggiudicata, con l’aiuto di Letta, l’appalto (dato poi alla «Auxilium») per un centro di accoglienza per immigrati a Policoro. Un appalto da un milione e 170 mila euro. Tutto comincia quando il pm Woodcock avvia un’indagine su una presunta organizzazione specializzata nell’aggiudicarsi appalti pubblici truccando le gare. Gli investigatori intercettano e pedinano i fratelli Angelo e Piefrancesco Chiorazzo. Angelo Chiorazzo si sarebbe incontrato per quattro volte con Letta a Palazzo Chigi. Secondo l’impianto accusatorio, grazie all’intervento del prefetto Morcone che si sarebbe subito messo a disposizione di Letta, Chiorazzo ottiene l’appalto di un milione e 170 mila euro dato poi ad «Auxilium» per un aprire a Policoro un nuovo Cara (centro di accoglienza per richiedenti asilo). Il tutto, a quanto pare, senza che nessuno abbia mai verificato se la struttura fosse in possesso di tutti i requisiti necessari.
Secondo colui che per primo ha lavorato al caso, ossia il pm Henry John Woodcock, non sarebbe stato rispettato l’obbligo di chiedere almeno cinque preventivi prima di assegnare un appalto milionario.















