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ambiente

Bitetto, una zona verde
dai suoli ora inquinati

Il Comune acquisisce i fondi contaminati di contrada Nepta per avviare la fase di bonifica

suoli inquinati

di LEO MAGGIO

BITETTO - Una zona verde e un albero per ogni nato sui suoli contaminati di contrada Nepta.Il Comune acquisisce la proprietà dei terreni inquinati da metalli e idrocarburi pesanti e, dopo oltre vent’anni, avvia la fase di bonifica dei suoli.

«Mettiamo fine ad un lungo rimpallo di responsabilità - spiega il sindaco Fiorenza Pascazio - al primo posto c’è la tutela del diritto alla salute». Allo storico provvedimento si è giunti nel corso di una riunione di consiglio comunale che, all’unanimità dei presenti, ha messo fine ad una storia iniziata il 22 dicembre 1993. Una pattuglia della polizia municipale agli ordini del comandante Carmine Intranuovo, accertava che in contrada Nepta, un appezzamento di terreno di proprietà dell’Opera Pia SS Sacramento ma affidato alla conduzione di terzi, era stato trasformato in un deposito abusivo di rifiuti speciali.

Tra gli ulivi e i muretti a secco di quella porzione di campagna che degrada verso Palo del Colle, a circa un chilometro dalle prima abitazioni, furono ritrovati resti di demolizioni di automobili e fusti ormai vuoti, il cui contenuto, olio esausto per veicoli a motore, risultava sversato e infiammato. La discarica abusiva fu segnalata all’autorità giudiziaria. Ne seguì un procedimento penale che non individuò il responsabile degli sversamenti e dell’abbandono di rifiuti speciali. Nuovi accertamenti classificavano però il sito come «potenzialmente contaminato» a causa di una concentrazione superiore di metalli e idrocarburi pesanti. Ne è seguita una lunga querelle giudiziaria tra Comune di Bitetto e la Confraternita Opera Pia SS Sacramento, che pur non essendo responsabile degli sversamenti, come proprietaria dei fondi, aveva l’obbligo di presentare il piano di caratterizzazione del sito e l’analisi di rischio sanitaria ed ambientale per stabilire l’effettiva contaminazione e le eventuali operazioni di bonifica da effettuare.

Un intervento a cui l’Opera Pia, non ha mai dato seguito per incapienza. «Il proprietario non è responsabile della contaminazione e non avendo potuto ottemperare agli obblighi di legge - spiega il sindaco - ci ha concesso la proprietà delle particelle inquinate. Abbiamo così investito fondi comunali per avviare le indagini preliminari del sito insieme al piano di caratterizzazione e alla sua messa in sicurezza». La Pascazio ha così impegnato 17mila di fondi comunali per il Piano di caratterizzazione dei suoli avvalendosi del diritto di rivalsa nei confronti della Confraternita, proprietaria del fondo. Ma la svolta era nell’aria. Con l’accordo Comune-Confraternita, l’Opera Piasi è resa disponibile a cedere al Comune di Bitetto la proprietà dei suoli di Contrada Nepta interessati dallo sversamento dei rifiuti mentre il Comune si è impegnato a rinunciare «all’azione di giudizio nei confronti dell’Opera Pia e a ogni azione di rivalsa» in ossequio alle previsioni normative.

Per il sindaco Pascazio è un momento storico: «Contrada Nepta era un fantasma che aleggiava sul nostro Comune ma questo accordo trasforma il sito inquinato in una risorsa per il paese perché sarà bonificato e diventerà un’area verde a disposizione del paese con un bosco che compensi gli effetti negativi della discarica. L’idea è piantarvi un albero per ogni nascita».

Non solo contrada Nepta. Nell’accordo tra Comune e Opera Pia ratificato in consiglio comunale, rientra anche il rinnovo per ulteriori 30 anni della concessione gratuita dell’ex Asilo infantile, di proprietà dell’Opera Pia, un immobile di pregio dei primi del ‘900. Qui, in passato, il Comune si era impegnato a realizzarvi un Centro polivalente per anziani senza però dar seguito all’accordo ed esponendo l’ente ad un nuovo contenzioso con l’Opera Pia. L’accordo firmato riapre così i giochi.

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