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Noci, sequestrato caseificio
lo gestiva un clan mafioso

caseificio

foto d'archivio

BARI - Un caseificio di Noci intestato fittiziamente a una coppia di coniugi incensurati, sarebbe stato di fatto gestito da un pregiudicato vicino al clan mafioso Parisi. La Guardia di Finanza di Bari, su disposizione della Dda, ha sequestrato l’attività e le quote di una società a responsabilità limitata, ritenute riconducibili al pregiudicato 37enne di Noci Angelo Locorotondo, vicino al clan Parisi di Bari.
Locorotondo, già arrestato nell’ottobre scorso nell’ambito di questo procedimento e attualmente libero, avrebbe accresciuto il proprio patrimonio in modo ingiustificato, ricorrendo all’intestazione fittizia di beni a terzi.
Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è pari a circa 2,5 milioni di euro. Il caseificio è stato ora affidato dal Tribunale di Bari ad un amministratore giudiziario per garantire la continuità dell’attività aziendale e i lavoratori, dato anche che il prodotto era di buona qualità.

Le indagini del Gico della Gdf, coordinate dal procuratore aggiunto di Bari Roberto Rossi, hanno accertato che il 37enne «nella consapevolezza di poter essere sottoposto ad un procedimento di prevenzione patrimoniale, ed al fine di eluderne l'applicazione, ha attribuito fittiziamente a terzi l'intestazione delle quote sociali» del caseificio. Nella realtà, però, sarebbe stato lui a gestire l’attività, coordinando in prima persona i dipendenti, le assunzioni e i pagamenti dei fornitori.
Nel fascicolo d’inchiesta risultano indagate, oltre a Locorotondo, altre sei persone ritenute dalla Dda prestanome del pregiudicato in diverse attività commerciali e sui quali sono tuttora in corso accertamenti.

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